A cura di Elena Gatti
Tessier AJ, Wang F, Korat AA, Eliassen AH, Chavarro J, Grodstein F, Li J, Liang L, Willett WC, Sun Q, Stampfer MJ, Hu FB, Guasch-Ferré M. Optimal dietary patterns for healthy aging. Nat Med. 2025 Mar 24. doi: 10.1038/s41591-025-03570-5.
Un ampio studio prospettico pubblicato su Nature Medicine ha analizzato l’associazione tra diversi regimi alimentari potenzialmente salutari e la probabilità di invecchiare in modo sano, definito come il raggiungimento dei 70 anni in assenza di malattie croniche e con funzioni cognitive, fisiche e mentali integre. L’analisi ha incluso 105.015 individui seguiti per trent’anni, con valutazioni dietetiche ripetute nel tempo mediante questionari. Al termine del follow-up, solo il 9.3% dei partecipanti ha soddisfatto tutti i criteri di invecchiamento sano. Tutti i modelli dietetici considerati sono risultati associati positivamente con l’invecchiamento in salute, sebbene con intensità diverse. Il modello con l’associazione complessivamente più forte era quello sviluppato per la prevenzione delle malattie croniche: ricco di frutta, verdura, cereali integrali, frutta secca, legumi, grassi insaturi e povero di carni rosse, grassi trans e sodio; i partecipanti con la maggiore aderenza a questo schema avevano una probabilità superiore dell’86% di invecchiare in modo sano rispetto a quelli con la minore aderenza. Altri modelli si sono distinti per benefici specifici su singoli aspetti dell’invecchiamento: una dieta a basso impatto insulinico (basata su verdure, legumi e cereali integrali) era più fortemente associata all’assenza di malattia croniche; un modello vicino alla dieta mediterranea (che include olio d’oliva, pesce, frutta secca) mostrava effetti favorevoli generali e in particolare sulla salute cardiovascolare; un schema alimentare mirato alla salute cognitiva (frutti di bosco e verdure a foglia verde) era associato al mantenimento delle funzioni mentali. Una dieta basata fortemente sull’assunzione di prodotti vegetali e restrittiva sui prodotti animali mostrava un’associazione positiva, ma più debole, con l’invecchiamento sano in generale. Un’alimentazione basata su legumi, frutta secca e cereali integrali, con consumo limitato di carne e lattici, si associava più chiaramente a maggiore longevità e a una migliore funzione cognitiva. Al contrario, il consumo elevato di alimenti ultra-processati era associato ad una minore probabilità di invecchiare in salute, con effetti negativi su tutti i domini considerati. L’effetto protettivo dei modelli alimentari testati è risultato più marcato tra le donne, nei soggetti con indice di massa corporea più elevato e tra coloro con livelli più bassi di attività fisica. Questi risultati, ottenuti grazie a un follow-up trentennale su una coorte di oltre centomila individui, rappresentano una delle evidenze epidemiologiche più robuste a sostegno del ruolo centrale della dieta nella promozione di un invecchiamento sano e suggeriscono che schemi alimentari ricchi di alimenti vegetali, con una moderata inclusione di alimenti sani di origine animale, possano costituire uno strumento efficace di prevenzione. Questi risultati potranno in futuro informare lo sviluppo di linee guida e raccomandazioni per un invecchiamento sano.
Potete trovare l’articolo originale al seguente link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40128348/