A cura di Martina Barbi
Structured vs Self-Guided Multidomain Lifestyle Interventions for Global Cognitive Function: The US POINTER Randomized Clinical Trial. Baker, L. D., et al. (2025). JAMA, 334(8), 681–691.
Uno studio pubblicato di recente su JAMA ha confrontato l’effetto di due interventi multidominio sullo stile di vita, uno strutturato e uno autogestito, sulla traiettoria cognitiva di 2111 adulti di 60-79 anni a rischio di declino cognitivo, nell’ambito del trial multicentrico US POINTER. Gli esiti cognitivi, quantificati attraverso l’uso di un punteggio composito di funzioni esecutive, memoria episodica e velocità di elaborazione, sono stati valutati ogni 6 mesi per 2 anni. Le due condizioni prevedevano programmi con attività fisica, dieta MIND (Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay), stimolazione cognitiva/sociale e monitoraggio dei fattori cardiovascolari.
Entrambi i gruppi hanno mostrato un miglioramento della funzione cognitiva globale, con esiti maggiori, in modo statisticamente significativo, per l’intervento strutturato. L’effetto dell’intervento è risultato più marcato sulle funzioni esecutive; la velocità di elaborazione ha mostrato un miglioramento analogo ma non significativo, mentre per la memoria episodica non sono emerse differenze. L’effetto è risultato indipendente dai fattori genetici ed è apparso maggiore nei partecipanti con cognizione basale più bassa.
In sintesi, interventi multidominio strutturati e intensivi offrono maggiori benefici sulla funzione cognitiva globale rispetto a strategie autogestite negli anziani a rischio di declino cognitivo, supportando un approccio integrato per la promozione di stili di vita sani. Rimane prioritaria la valutazione di esiti funzionali, biomarcatori e sostenibilità a lungo termine per guidare l’implementazione di interventi preventivi non farmacologici.
Per approfondire: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40720610/