Alcuni tratti di personalità possono influire sul declino cognitivo?

A cura di Valentina Saletti Yoneda T, Graham E, Lozinski T, Bennett DA, Mroczek D, Piccinin AM, Hofer SM, Muniz-Terrera G. Personality traits, cognitive states, and mortality in older adulthood. J Pers Soc Psychol. 2022 Apr 11. doi: 10.1037/pspp0000418. Epub ahead of print. Secondo la letteratura scientifica i tratti di personalità rispecchiano modalità di pensiero e di comportamento appresi con l’esperienza. Il susseguirsi di determinate esperienze può contribuire ad una maggior probabilità di sviluppare particolari disturbi, a tal proposito diverse ricerche evidenziano come la presenza o l’assenza di alcuni specifici tratti di personalità (coscienziosità, nevroticismo ecc.) siano associati ad un maggior rischio di declino cognitivo lieve (MCI) o demenza. […]

12 Maggio 2022|News Familiari|0 Comments

Consumo di fibre alimentari e demenza: quale associazione?

A cura di Ilaria Passeggia “Dietary fiber intake and risk of incident disabling dementia: the Circulatory Risk in Communities Study”. Yamagishi K, Maruyama K, Ikeda A, Nagao M, Noda H, Umesawa M et al. Nutritional Neuroscience. 2022 Feb 6;1-8. doi: 10.1080/1028415X.2022.2027592.   Negli ultimi anni è cresciuto notevolmente l’interesse dei ricercatori circa l’interazione tra cervello e intestino in termini di sviluppo della demenza. Il concetto di interazione cervello-intestino si basa sul presupposto che il sistema nervoso centrale comunichi bidirezionalmente con il tratto gastrointestinale, suggerendo che il microbioma intestinale possa influenzare la plasticità del cervello e le funzioni cognitive. Seguire una dieta ad alto contenuto di fibre (cereali, frutta e verdura), specialmente se ricca di fibre solubili, può essere legato a un rischio inferiore di sviluppare una demenza invalidante, che richiede cioè assistenza in alcune attività della vita quotidiana e che comporta la presenza di disturbi comportamentali. […]

14 Aprile 2022|News Familiari|0 Comments

Siamo pronti per giocare d’anticipo nella partita contro l’Alzheimer?

A cura di Monica Almici Alison Abbott: Treating Alzheimer’s before it takes hold. Nature, Vol 603, 216-219, 10 Marzo 2022. doi: 10.1038/d41586-022-00651-0 Prendere un farmaco per l’Alzheimer quando si è giovani ed in salute, perfettamente in forma e in piena attività lavorativa potrebbe sembrare inconcepibile. Non è così per 43enne Marty inserito in un progetto di ricerca che prevede ogni due settimane la somministrazione di una terapia sperimentale chiamata Gantenerumab e una serie di controlli periodici quali risonanze magnetiche, analisi del sangue, test cognitivi, punture lombari. Perché lo fa? […]

4 Aprile 2022|News Familiari|0 Comments

Solitudine e demenza: quale associazione?

A cura di Valentina Saletti Salinas J, Beiser AS, Samra JK, O’Donnell A, DeCarli CS, Gonzales MM, Aparicio HJ, Seshadri S. Association of Loneliness With 10-Year Dementia Risk and Early Markers of Vulnerability for Neurocognitive Decline. Neurology. 2022 Feb 7:10.1212/WNL.0000000000200039. doi: 10.1212/WNL.0000000000200039. Epub ahead of print. Un recente studio pubblicato su Neurology, ha indagato la correlazione tra alcuni fattori di rischio psicosociali e la demenza. Dai risultati sembrerebbe che l’isolamento sociale in persone con meno di 80 anni comporterebbe un maggiore rischio di demenza. I ricercatori hanno condotto analisi retrospettive su uno studio di coorte che coinvolgeva 2.308 persone, con un’età media di 73 anni, di cui il 56% composto da donne. […]

17 Marzo 2022|News Familiari|0 Comments

Attività fisica svolta in aree inquinate: quali benefici per il nostro cervello?

A cura di Ilaria Passeggia Furlong MA, Alexander GE, Klimentidis YC, Raichlen DA. Association of Air Pollution and Physical Activity With Brain Volumes. Neurology. 2021 Dec 8;98(4):e416–26. doi: 10.1212/WNL.0000000000013031. Tra i fattori di protezione per la salute cerebrale sappiamo che l’attività fisica svolge un ruolo molto importante. Diversamente, l’esposizione all’inquinamento atmosferico rappresenta un fattore di rischio per il benessere del nostro cervello. Ma quale associazione c’è tra questi due aspetti? Cosa succede, cioè, se l’attività fisica viene svolta in aree con alto tasso di inquinamento? […]

10 Febbraio 2022|News Familiari|0 Comments

Sintomi ansiosi e depressivi e rischio di sviluppare deficit cognitivi

A cura di Anna Mega Perin S, Lai J, Pase M, Bransby L, Buckley R, Yassi N, Pietrzak RH, Maruff P, Lim YY. Elucidating the association between depression, anxiety, and cognition in middle-aged adults: Application of dimensional and categorical approaches. J Affect Disord. 2022 Jan 1;296:559-566. doi: 10.1016/j.jad.2021.10.007. Nella popolazione adulta la presenza di sintomatologia ansiosa e/o depressiva sembra essere correlata ad un maggior rischio di sviluppare in futuro deficit cognitivi, demenza vascolare e malattia di Alzheimer. Gli autori di un recente studio pubblicato sulla rivista Journal of Affective Disorders hanno approfondito tale correlazione in un gruppo di 2657 partecipanti al Healthy Brain Project di età compresa tra i 40 e i 70 anni, ai quali sono stati somministrati specifici test e scale di valutazione. […]

16 Dicembre 2021|News Familiari|0 Comments

Inquinamento acustico: possibile fattore di rischio per la demenza?

A cura di Valentina Saletti Ritz B, Yu Y. Noise exposure and dementia: a rising concern in ageing populations. BMJ. 2021 Sep 8;374:n2120. doi: 10.1136/bmj.n2120. Secondo una stima dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) circa 50 milioni di persone in tutto il mondo sono affette da una forma di demenza, con circa 10 milioni di nuovi pazienti che si aggiungono ogni anno. Diviene sempre più necessaria l’identificazione di nuovi fattori di rischio modificabili per tutti i tipi di demenza, per riuscire a far fronte a questa crisi sanitaria globale. Un recente studio ha analizzato la correlazione tra l’inquinamento acustico e la demenza. In particolare sono stati presi in considerazione due tipi di rumore: il traffico stradale e quello ferroviario. […]

21 Ottobre 2021|News Familiari|0 Comments

L’orologio cognitivo: un nuovo indicatore per la salute del cervello

A cura di Valentina Saletti Boyle PA, Wang T, Yu L, Wilson RS, Dawe R, Arfanakis K, Schneider JA, Beck T, Rajan KB, Evans D, Bennett DA. The “cognitive clock”: A novel indicator of brain health. Alzheimers Dement. 2021 Jun 1. doi: 10.1002/alz.12351. Epub ahead of print. PMID: 34060702. Secondo i ricercatori della Rush University un nuovo strumento di misura per identificare le persone a rischio di problemi di memoria è il cosiddetto orologio cognitivo. Quest’ultimo fornisce un valore rispetto alla salute del cervello, indicando quanto bene funziona rispetto all’età cronologica della persona. Sebbene l’età anagrafica sia considerata uno dei fattori di rischio della malattia di Alzheimer, i ricercatori sostengono che essa sia un predittore imperfetto poiché non tutti invecchiando sviluppano demenza. […]

22 Luglio 2021|News Familiari|2 Comments

Un vaccino contro la proteina tau nella malattia di Alzheimer: pubblicati i risultati dello studio ADAMANT

A cura di Giulia Quattrini ADAMANT: a placebo-controlled randomized phase 2 study of AADvac1, an active immunotherapy against pathological tau in Alzheimer’s disease. Novak P, Kovacech B, Katina S, Schmidt R, Scheltens P, Kontsekova E, Ropele S, Fialova L, Kramberger M, Paulenka-Ivanovova P, Smisek M, Hanes J, Stevens E, Kovac A, Sutovsky S, Parrak V, Koson P, Prcina M, Galba J, Cente M, Hromadka T, Filipcik P, Piestansky J, Samcova M, Prenn-Gologranc C, Sivak R, Froelich L, Fresser M, Rakusa M, Harrison J, Hort J, Otto M, Tosun D, Ondrus M, Winblad B, Novak M & Zilka N. Nat Aging, 2021;1:521–534. Sono stati pubblicati di recente i risultati dello studio ADAMANT, finalizzato a testare la sicurezza e la risposta immunitaria e clinica indotta da un vaccino contro la formazione di grovigli neurofibrillari di proteina tau (NFTs) nella malattia di Alzheimer (AD). I NFTs si propagano da neurone a neurone tramite un meccanismo simile a quello prionico, in cui la cellula affetta trasmette il materiale patologico alla cellula sana adiacente. […]

24 Giugno 2021|News Familiari|0 Comments

Infondere speranza anziché disperazione nella demenza

A cura di Ilaria Passeggia “Choosing hope over despair in dementia”. Lawlor B.  Int J Geriatr Psychiatry. 2021 Per molte persone la demenza è percepita come una condizione senza speranza. È ormai diffusa la consapevolezza che si tratti di una patologia sempre più frequente, con un forte impatto sulle famiglie di chi ne è affetto e sulla società, dai costi crescenti delle cure e dal pessimismo generale che accompagna la diagnosi. Per quanto tutto ciò sia fondato, la sola trasmissione di tali informazioni può aumentare il senso di disperazione di pazienti e familiari che si trovano ad affrontare tale esperienza. Un recente editoriale pubblicato su International Journal of Geriatric Psychiatry invita ad una diversa inquadratura della questione, suggerendo l’assunzione di una prospettiva di speranza più che di disperazione da associare alla demenza, così come è già successo per certi tipi di tumore. […]

8 Giugno 2021|News Familiari|0 Comments