L’impatto di un intervento sui disturbi della vista e dell’udito nella demenza

A cura di Evita Tomasoni Leroi I, Simkin Z, Hooper E, Wolski L, Abrams H, Armitage CJ, Camacho E, Charalambous AP, Collin F, Constantinidou F, Dawes P, Elliott R, Falkingham S, Frison E, Hann M, Helmer C, Himmelsbach I, Hussain H, Marié S, Montecelo S, Thodi C, Yeung WK. Impact of an intervention to support hearing and vision in dementia: The SENSE-Cog Field Trial. Int J Geriatr Psychiatry. 2020 Apr;35(4):348-357. doi: 10.1002/gps.5231. PMID: 31713262 I disturbi dell’udito e della vista si riscontrano più comunemente in persone affette da demenza che in persone cognitivamente sane. Questi disturbi influenzano negativamente la qualità di vita, il comportamento e la cognizione, oltre ad avere un maggior impatto sull’assistenza e sulle cure. Diversi studi hanno dimostrato che intervenire correggendo la vista o i disturbi dell’udito attraverso l’utilizzo di occhiali o di apparecchi acustici possa migliorare i risultati, ma spesso nelle persone affette da demenza l’aderenza all’utilizzo di tali dispositivi è bassa. Per questo motivo, la correzione della sola compromissione sensoriale può non essere sufficiente e possono essere necessari interventi diversificati. […]

6 Aprile 2020|News Familiari|0 Comments

Inquinamento atmosferico e disturbi neurologici A cura di Valentina Saletti Yuchi W, Sbihi H, Davies H, Tamburic L, Brauer M. Road proximity, air pollution, noise, green space and neurologic disease incidence: a population-based cohort study. Environ Health. 2020 Jan 21;19(1):8. PMID: 31964412. Recentemente sulla rivista internazionale Environmental Health è stato pubblicato uno studio che ha valutato i rischi legati all’inquinamento atmosferico. Si tratta di uno studio condotto in Canada, dal quale è emerso che vivere in prossimità di strade trafficate incide sullo sviluppo di alcuni disturbi neurologici. Gli autori hanno preso in considerazione i dati di 678.000 soggetti, con un età compresa tra i 45 e gli 84 anni, residenti nella zona metropolitana di Vancouver. Hanno valutato se ci fosse una possibile correlazione tra la residenza vicino ad aree trafficate e quindi tra l’esposizione all’inquinamento atmosferico e acustico e la demenza non di Alzheimer, il morbo di Parkinson, la malattia di Alzheimer e la sclerosi multipla. […]

23 Marzo 2020|News Familiari|0 Comments

Flavonoli per prevenire l’Alzheimer?

A cura di Monica Almici Holland TM, Agarwal P, Wang Y, Leurgans SE, Bennett DA, Booth SL, Morris MC. Dietary flavonols and risk of Alzheimer dementia. Neurology 2020; 94 (1-8). PMID: 31996451. “Senza fosforo non c’è pensiero”, affermava nel 1850 il medico e fisiologo olandese Jakob Moleschott nel suo “Trattato dell’alimentazione per il popolo”. Da allora iniziò a diffondersi l’idea secondo cui ciò che mangiamo avrebbe effetto sulla nostra mente. Si diffusero numerosi studi sull’importanza della dieta per la salute, anche allo scopo di comprendere se l’alimentazione potesse rappresentare un fattore protettivo nei confronti di alcune malattie legate all’invecchiamento.  […]

5 Marzo 2020|News Familiari|0 Comments

Tempo libero, apertura a nuove esperienze e declino cognitivo

A cura di Valentina Saletti Ihle A, Zuber S, Gouveia ÉR, Gouveia BR, Mella N, Desrichard O, Cullati S, Oris M, Maurer J, Kliegel M. Cognitive Reserve Mediates the Relation between Openness to Experience and Smaller Decline in Executive Functioning. Dement Geriatr Cogn Disord. 2019;48(1-2):39-44.  Un’adeguata stimolazione a livello cognitivo, ad esempio attraverso il coinvolgimento in attività piacevoli e di svago nel tempo libero, rappresenta uno dei fattori rilevanti nel preservare il funzionamento cognitivo durante l’invecchiamento. I dati raccolti da diversi studi suggeriscono che le persone altamente disposte a mettersi in gioco in nuove esperienze si impegnano più frequentemente in occupazioni stimolanti che forniscono opportunità di apprendimento e ciò, a sua volta, è utile a migliorare le loro prestazioni cognitive. […]

27 Febbraio 2020|News Familiari|0 Comments

Affetti positivi e “carico” dei caregiver

A cura di Evita Tomasoni Kawano Y, Terada S, Takenoshita S, Hayashi S, Oshima Y, Miki T, Yokota O, Yamada N. Patient affect and caregiver burden in dementia. Psychogeriatrics. 2019 Nov 7. doi: 10.1111/psyg.12487. [Epub ahead of print] La cura delle persone affette da demenza è un compito molto impegnativo e spesso viene affrontato dai familiari del malato. In genere, all’interno della famiglia si ritrova un caregiver principale, ovvero colui che in prima persona si fa carico della gestione del paziente, sia sul piano pratico-organizzativo che su quello emotivo. Alleggerire il peso che grava su questa figura cardine nella cura è diventato un obiettivo primario di salute pubblica. […]

7 Febbraio 2020|News Familiari|0 Comments

Solitudine e demenza: quali connessioni?

A cura di Ilaria Passeggia Rafnsson SB, Orrell M, d’Orsi E, Hogervorst E, Steptoe A. Loneliness, Social Integration, and Incident Dementia Over 6 Years: Prospective Findings From the English Longitudinal Study of Ageing. J Gerontol B Psychol Sci Soc Sci. 2020 Jan 1;75(1):114-124. La demenza è un problema che affligge milioni di persone nel mondo. Diventa pertanto fondamentale trovare strategie per prevenire o ritardare l’insorgenza di questa patologia partendo dal presupposto che un’ampia gamma di fattori biologici e ambientali, come ad esempio lo stile di vita, ne possono influenzare lo sviluppo. […]

23 Gennaio 2020|News Familiari|0 Comments

Tratti di personalità e Riserva Cognitiva

A cura di Michela Rampini The relationship between cognitive reserve and personality traits: a pilot study on a healthy aging Italian sample. Colombo B, Piromalli G, Pins B, Taylor C, Fabio RA. Aging Clin Exp Res. 2019 Oct 24. doi: 10.1007/s40520-019-01386-1 L’ipotesi della riserva cognitiva (CR) sostiene che il cervello si “riorganizza” attivamente e plasticamente per fronteggiare danni neuronali usando circuiti alternativi pre-esistenti di processamento dell’informazione o adottando nuovi approcci compensatori. Questo processo ha rilevanza non soltanto quando esordiscono i primi sintomi di demenza o nel caso di altri danni cerebrali, ma anche nel processo di invecchiamento cerebrale sano: esso permette infatti ad un individuo con un’alta CR di affrontare meglio ed in maniera più efficiente i cambiamenti cerebrali conseguenti all’avanzare dell’età.  […]

9 Gennaio 2020|News Familiari|0 Comments

Riallineare la narrazione della malattia di Alzheimer tra pubblico e addetti ai lavori

A cura di Monica Almici Frisoni GB, Ritchie C, Carrera E, Nilsson P, Ousset PJ, Molinuevo JL, Dubois B, Scheltens P, Minoshima S. Re-aligning scientific and lay narratives of Alzheimer’s disease. Lancet Neurol. 2019 Oct; 18(10):918-919. La narrazione scientifica della malattia di Alzheimer (AD) racconta di evidenze biologiche, genetiche ed epidemiologiche rilevabili già vent’anni prima della comparsa dei disturbi cognitivi ad essa associati. Per questo gli scienziati hanno recentemente riconcettualizzato l’AD lungo un continuum in cui la presenza di sintomi è una manifestazione tardiva di eventi biologici precedenti (amiloidosi e tauopatia cerebrali). […]

12 Dicembre 2019|News Familiari|0 Comments

Cosa significa prendersi cura di persone con demenza ad esordio giovanile?

A cura di Evita Tomasoni Caring for People With Young Onset Dementia: An Interpretative Phenomenological Analysis of Family Caregivers’ Experiences Kilty C, Boland P, Goodwin J, de Róiste Á. J Psychosoc Nurs Ment Health Serv. 2019 Nov 1;57(11):37-44. doi: 10.3928/02793695-20190821-02 La demenza a esordio giovanile (YOD, young onset dementia) viene diagnosticata a persone sotto i 65 anni, colpendo sia pazienti che coloro che se ne prendono cura (caregiver) ancora pienamente attivi a livello familiare, sociale e lavorativo. […]

2 Dicembre 2019|News Familiari|0 Comments

Quali sono le convinzioni diffuse sulla demenza?

A cura di Ilaria Passeggia “World Alzheimer Report 2019: Attitudes to dementia”. London: Alzheimer’s Disease International. September 2019. A settembre 2019 la Federazione Internazionale delle Associazioni Alzheimer (ADI, Alzheimer’s Disease International), ha pubblicato il nuovo Rapporto Mondiale Alzheimer 2019, intitolato Gli atteggiamenti verso la demenza, sui risultati di una vasta indagine inerente le convinzioni e i comportamenti diffusi sulla demenza. L’intervista ha coinvolto pazienti, caregiver (coloro che se ne prendono cura), operatori sanitari e la comunità in generale, per un totale di circa 70.000 persone in 155 paesi in tutto il mondo. Di seguito alcuni dei principali dati pubblicati nel report. […]

14 Novembre 2019|News Familiari|0 Comments