Sarà possibile diagnosticare precocemente la malattia di Alzheimer tramite un videogioco?

A cura di Evita Tomasoni Toward personalized cognitive diagnostics of at-genetic-risk Alzheimer’s disease Coughlan G, Coutrot A, Khondoker M, Minihane AM, Spiers H, Hornberger M. Proc Natl Acad Sci U S A. 2019 May 7;116(19):9285-9292 L’attuale diagnosi della malattia di Alzheimer (AD) è basata principalmente sulla valutazione delle abilità di memoria. Prove recenti suggeriscono che si possono verificare cambiamenti nelle abilità di orientamento spaziale ancora prima che si sviluppino i problemi di memoria. Le abilità di orientamento nello spazio sembrano quindi essere un fattore critico emergente nell’identificazione precoce della AD. Un gruppo internazionale di ricercatori ha ideato nel 2015 un videogioco di realtà virtuale, Sea Hero Quest AR, con l’obiettivo di verificare se tramite questa app fosse possibile cogliere difficoltà di orientamento spaziale, che potrebbero essere un precoce indicatore di malattia. […]

17 Maggio 2019|News Familiari|0 Comments

Essere sinceri o mentire, questo è il dilemma!

A cura di Sara Gipponi Telling a “good or white lie”: The views of people living with dementia and their carers. Casey D, Lynch U, Murphy K, Cooney A, Gannon M, Houghton C, Hunter A, Jordan F, Smyth S, Felzman H, Meskel P. Dementia (London). 2019 Feb 25:1471301219831525. doi: 10.1177/1471301219831525. [Epub ahead of print]. Si stima che attualmente nel mondo 50 milioni di persone soffrano di demenza e che tale cifra sia destinata ad aumentare fino a raggiungere i 152 milioni entro il 2050. Con il progredire della malattia, la percezione della realtà del malato può confondersi con i ricordi di un periodo precedente della sua vita e questi ricordi possono diventare la realtà odierna della persona. Pertanto, un sintomo comune delle persone che hanno problemi di memoria o demenza è il chiedere spesso dei loro cari che sono già morti o il fare affermazioni non corrette. In queste situazioni chi si prende cura di loro (caregiver) si trova ad affrontare un dilemma: correggere il malato dicendo la verità o dire una bugia e dargli corda rispetto alle sue convinzioni non veritiere? […]

2 Maggio 2019|News Familiari|0 Comments

Dieta e decadimento cognitivo: che ruolo svolge il consumo di funghi?

A cura di Ilaria Passeggia The Association between Mushroom Consumption and Mild Cognitive Impairment: A Community-Based Cross-Sectional Study in Singapore. Feng L., Cheah I.K., Xi Ng M.M, Li J., Chan S.M., Lim S.L., Mahendran R., Kua E.H., Halliwell B. Journal of Alzheimer’s Disease. 2019;68(1):197-203. doi: 10.3233/JAD-180959. Il consumo regolare di funghi può rappresentare un fattore di protezione a livello cognitivo? Per rispondere a questa domanda, alcuni ricercatori dell’università di Singapore hanno analizzato i dati raccolti in uno studio della durata di 6 anni su 663 partecipanti ultra-sessantenni senza deficit cognitivi o con deterioramento cognitivo lieve (Mild Cognitive Impairment, MCI), condizione connessa alle prime avvisaglie di demenza. I risultati hanno permesso di rilevare un’associazione significativa tra il consumo di alcune tipologie di funghi e il benessere cognitivo nella popolazione anziana, legame che sembrerebbe essere indipendente da altre variabili quali età, genere, storia medica, fumo, alcool, attività fisica e sociale. […]

18 Aprile 2019|News Familiari|0 Comments

La salute del cervello inizia dalla bocca!

A cura di Michela Rampini Association of Chronic Periodontitis on Alzheimer’s Disease or Vascular Dementia. Choi S, Kyuwoong K, Chang J, Min Kim S, Jip Kim S, Cho H.J, Min Park S. Journal of American Geriatric Society, 00:1-6, 2019. DOI:10.1111/jgs.15828 La gengivite che non viene curata può diventare parodontite (o piorrea). La parodontite è una patologia piuttosto subdola che, se non curata, porta alla ditstruzione dei tessuti che assicurano sostegno e stabilità ai denti. La parodontite è la principale causa di perdita dei denti negli adulti e solo negli ultimi anni si è indagato il suo ruolo come  fattore di rischio per lo sviluppo di demenza. […]

5 Aprile 2019|News Familiari|0 Comments

L’esaurimento vitale è un fattore di rischio per lo sviluppo di demenza?

A cura di Evita Tomasoni   Vital Exhaustion and Incidence of Dementia: Results from the Copenhagen City Heart Study Islamoska, K. Ishtiak-Ahmed, A.M. Hansen, M. Brødsgaard Grynderup, E. L. Mortensen, A. H. Garde, F. Gyntelberg, E. I. Bossano Prescott, E. Török, G. Waldemar and K. [...]

21 Marzo 2019|News Familiari|0 Comments

Caregiver e demenza: sentirsi capaci per diventare capaci

A cura di Sara Gipponi Merrilees JJ, Bernstein A, Dulaney S, Heunis J, Walker R, Rah E, Choi J, Gawlas K, Carroll S, Ong P, Feuer J, Braley T, Clark AM, Lee K, Chiong W, Bonasera SJ, Miller BL, Possin KL. The Care Ecosystem: Promoting self-efficacy among dementia family caregivers. Dementia (London). 2018 Nov 29:1471301218814121. doi: 10.1177/1471301218814121. La demenza è una malattia neurodegenerativa il cui decorso deteriora progressivamente le funzioni cognitive, il comportamento, le abilità fisiche ed emotive della persona che ne è affetta. Prendersi cura di un malato di demenza comporta, oltre all’assistenza pratica nelle attività quotidiane, la capacità di individuare e mettere in atto strategie per affrontare i disturbi comportamentali, offrire supervisione protettiva e prendere decisioni condivise in materia di salute, sicurezza e finanze. […]

7 Marzo 2019|News Familiari|0 Comments

Caro sig. Alzheimer, ecco cosa significa convivere con te

A cura di Ilaria Passeggia Lövenmark A., Summer Meranius M., Hammar L.M. That mr. Alzheimer… you never know what he’s up to, but what about me? A discourse analysis of how Swedish spouse caregivers can make their subject positions understandable and meaningful. International Journal of Qualitative Studies on Health and Well-Being. 2018 Dec;13(1):1554025. doi: 10.1080/17482631.2018.1554025. La demenza ha effetti negativi non solo su chi ne è affetto, ma anche sulle persone che se ne prendono cura (caregiver). In particolare, i coniugi, convivendo con il partner malato nella maggior parte dei casi, sono i caregiver che si trovano ad affrontare le sfide della malattia 24 ore su 24. Possono perciò sperimentare stati di stress e ansia, senso di colpa e impotenza, oltre che la sensazione di perdita della complicità e dell’intimità di coppia. […]

22 Febbraio 2019|News Familiari|0 Comments

La malattia di Alzheimer vista a teatro

A cura di Michela Rampini Dopo il grande debutto nei teatri francesi, sta facendo il giro di tutto lo stivale “Il Padre” di Florian Zeller, uno spettacolo teatrale con Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere. Il testo del 2012, pluripremiato e portato in scena prima a Parigi, poi a Londra e a Broadway, è arrivato in Italia in sordina  nel  2017 e tuttora ne sono in programmazione svariate repliche. Lo spettacolo racconta la storia di Andrea, un uomo  molto attivo che inizia a mostrare i primi segni della demenza di Alzheimer, e dell’adorata figlia Anna che se ne prende cura con amore, dolore e non senza difficoltà. […]

7 Febbraio 2019|News Familiari|0 Comments

Prevenire la malattia di Alzheimer: sarà possibile attraverso interventi personalizzati?

A cura di Evita Tomasoni The clinical practice of risk reduction for Alzheimer’s disease: A precision medicine approach. S. Isaacson, C. A. Ganzer, H. Hristov, K. Hackett, E. Caesar, R. Cohen, R. Kachko, J. Melèndez-Cabrero, A. Rahman, O. Scheyer, M.J. Hwang, C. Berkowitz, S. Hendrix, M. Mureb, M. W. Schelke, L. Mosconi, A. Seifan, R. Krikorian. Alzheimers Dement. 2018 Dec;14(12):1663-1673. doi: 10.1016/j.jalz.2018.08.004. Epub 2018 Nov 13. L’area di indagine relativa alla prevenzione della malattia di Alzheimer (AD) sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni. È ormai noto che il processo patologico che porta alla progressiva perdita di neuroni inizia decenni prima della comparsa dei sintomi clinici di malattia. Durante questa finestra temporale vi sono numerose opportunità di intervento precoce. […]

24 Gennaio 2019|News Familiari|0 Comments

Quanta attività fisica è necessaria per un miglior funzionamento cognitivo?

A cura di Sara Gipponi Exercise for cognitive brain health in aging: A systematic review for an evaluation of dose. Gomes-Osman J, Cabral DF, Morris TP, McInerney K, Cahalin LP, Rundek T, Oliveira A, Pascual-Leone A. Neurol Clin Pract. 2018 Jun;8(3):257-265. doi: 10.1212/CPJ.0000000000000460. È ormai accertato il ruolo benefico dell’attività fisica sulla salute; meno nota, però, è la quantità di esercizio fisico ideale per mantenersi in forma, oltre che fisicamente, dal punto di vista mentale e cognitivo. Per valutare ciò, alcuni ricercatori americani hanno revisionato tutti gli studi in cui veniva chiesto a persone anziane di svolgere attività fisica per almeno quattro settimane, confrontando i loro punteggi ai test cognitivi con quelli di soggetti della stessa età che svolgevano meno esercizi ginnici. […]

10 Gennaio 2019|News Familiari|0 Comments