Carta e matita per tracciare le abilità dei pazienti al volante

A cura di Michela Rampini Driving and Alzheimer’s disease: A neuropsychological screening battery for the elderly. Crivelli L, Russo M, Farez M, Bonetto M, Prado C, Calandri IL, Campos J, Cohen G, Méndez PC, Sabe LR, Allegri RF. Dement Neuropsychol. 2019 Jul-Sep;13(3):312-320. doi: 10.1590/1980-57642018dn13-030008. Una recente revisione della letteratura condotta dall’American Academy of Neurology (AAN) ha messo in luce che le persone con demenza lieve sono guidatori ad alto rischio. Poiché l’automobile è un importante mezzo di trasporto e il saper guidare è un elemento chiave per l’indipendenza della persona, il ritiro della patente ha spesso un considerevole impatto negativo sul benessere e sullo stile di vita del malato. […]

17 Ottobre 2019|News Familiari|0 Comments

Una maggiore comprensione della malattia di Alzheimer “in offerta speciale” al supermercato

A cura di Sara Gipponi Giornata mondiale dell’Alzheimer: cosa si prova quando gli oggetti non hanno più senso? La malattia di Alzheimer è la forma più comune di demenza ed è caratterizzata dal progressivo deterioramento della memoria e delle altre funzioni cognitive fino ad interferire con lo svolgimento delle abituali attività della persona nella vita quotidiana. Uno dei disturbi di tale malattia consiste nell’incapacità di riconoscere, denominare ed utilizzare oggetti comuni (come le forbici o il pettine, ad esempio) che, quindi, agli occhi del malato appaiono come sconosciuti ed incomprensibili e che provocano in lui sensazioni di straniamento quando non riesce a nominarli o a utilizzarli correttamente. […]

3 Ottobre 2019|News Familiari|0 Comments

È bello pensare che qualcuno mi stia ascoltando, anziché dirmi ‘stai zitto’

A cura di Ilaria Passeggia Alsawy S., Tai S., McEvoy P., Mansell W. “It’s nice to think somebody’s listening to me instead of saying ‘oh shut up'”. People with dementia reflect on what makes communication good and meaningful. J Psychiatr Ment Health Nurs. 2019 Aug 26. doi: 10.1111/jpm.12559. [Epub ahead of print] I progressivi disturbi a livello cognitivo e linguistico che manifestano le persone affette da demenza potrebbero incidere negativamente anche sulle loro interazioni sociali, sulla relazione con i caregiver (coloro che se ne prendono cura) e, di conseguenza, sul proprio benessere. Identificare quali elementi possano migliorare le modalità comunicative tra pazienti e caregiver permetterebbe di ridurre alcuni rischi di isolamento sociale. […]

19 Settembre 2019|News Familiari|0 Comments

Il ruolo protettivo delle attività cognitivamente stimolanti

A cura di Michela Rampini Krell-Roesch J, Syrjanen JA, Vassilaki M, Machulda MM, Mielke MM, Knopman DS, Kremers WK, Petersen RC, Geda YE. Quantity and quality of mental activities and the risk of incident mild cognitive impairment. Neurology. 2019 Aug 6;93(6):e548-e558. Come è noto, la demenza e il decadimento cognitivo sono causati da una molteplicità di fattori modificabili (come lo stile di vita) e non modificabili (come i fattori genetici). Data l’attuale assenza di trattamenti risolutivi per la cura della malattia di Alzheimer, vi è un crescente interesse scientifico verso lo studio degli stili di vita nel contesto dell’invecchiamento cerebrale volto all’identificazione di potenziali strategie preventive. […]

5 Settembre 2019|News Familiari|0 Comments

Creare una playlist di musica personale aiuta a trattare la demenza

A cura di Evita Tomasoni Creating a personal music playlist to help treat dementia. Ranscombe P. Lancet Neurol. 2019 Jun 7doi: 10.1016/S1474-4422(19)30186-3 È stato recentemente riportato sulla prestigiosa rivista internazionale The Lancet Neurology un interessante discorso, tenuto lo scorso aprile al Festival della Scienza di Edimburgo, sulla relazione tra demenza e musica e sulla possibilità di utilizzare quest’ultima come intervento non-farmacologico. Durante la conferenza sono state mostrate immagini di scansioni cerebrali per spiegare che l’ascolto della musica attiva diverse aree del cervello, incluse le aree non colpite dalla demenza. […]

25 Luglio 2019|News Familiari|0 Comments

Essere poco sospettosi aumenta il rischio di sviluppare demenza?

A cura di Sara Gipponi Low Awareness of Scammers’ Tactics Linked to Dementia Risk in Cognitively Normal People. Rubin R. JAMA. Published online June 12, 2019. doi:10.1001/jama.2019.5765. Le truffe agli anziani (es. falso agente del fisco o del servizio elettrico) rappresentano un grande problema per la salute pubblica, non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello psicologico e della salute fisica della vittima. La suscettibilità alla truffa è una componente della capacità decisionale, un’abilità complessa che sembra essere precocemente affetta da alterazioni cerebrali correlate all’età. […]

11 Luglio 2019|News Familiari|0 Comments

Pianificare le proprie cure future aumenta il benessere?

A cura di Sara Gipponi Orsulic-Jeras S, Whitlatch CJ, Szabo SM, Shelton EG, Johnson J. The SHARE program for dementia: Implementation of an early-stage dyadic care-planning intervention. Dementia (London). 2019 Jan;18(1):360-379. doi: 10.1177/1471301216673455. Le prime fasi della demenza, da quando cioè ci si accorge che “qualcosa non va” sino al momento in cui viene esplicitata la diagnosi, sono molto delicate sia per il soggetto che per chi se ne prenderà cura (caregiver). Sovente le persone con demenza non comprendono appieno la diagnosi, hanno dei dubbi rispetto all’accuratezza della stessa e non vengono informate su cosa li aspetterà nel prossimo futuro. Inoltre, raramente viene chiesto quali siano le loro preferenze rispetto alle cure che vorrebbero ricevere nelle fasi più avanzate di malattia quando non saranno più in grado di decidere autonomamente. […]

27 Giugno 2019|News Familiari|0 Comments

Più Informazione significa maggiore prevenzione

A cura di Ilaria Passeggia Dementia awareness and risk perception in middle-aged and older individuals: baseline results of the MijnBreincoach survey on the association between lifestyle and brain health Heger I, Deckers K, van Boxtel M, de Vugt M, Hajema K, Verhey F, Köhler S. BMC Public Health. 2019 Jun 3;19(1):678. doi: 10.1186/s12889-019-7010-z La demenza è una delle più comuni cause di disabilità tra gli anziani e comporta considerevoli effetti psicosociali sia per i pazienti sia per coloro che se ne prendono cura. Negli ultimi anni la ricerca ha fatto grandi passi avanti nell’identificazione di fattori di rischio e di protezione per lo sviluppo della demenza. Attualmente si stima che circa un terzo dei casi di demenza siano attribuibili a fattori di rischio modificabili (es. dieta non sana, inattività fisica, ecc). Sembra, però, che la popolazione generale non conosca la stretta relazione tra stile di vita e salute cerebrale. […]

13 Giugno 2019|News Familiari|0 Comments

Una casa “a misura di demenza”

A cura di Michela Rampini Making Homes More Dementia-Friendly through the Use of Aids and Adaptations Evans S, Waller S, Bray J, Atkinson T. Healthcare. 2019, 7, 43; doi:10.3390/healthcare70100043 Una risposta al progressivo aumento dei casi di malattie legate all’invecchiamento della popolazione (come le demenze) è lo sviluppo di comunità “a misura di anziani” basate sull’assunto che “l’ambiente fisico e sociale sono fattori determinanti per consentire alle persone di vivere in autonomia e indipendenza anche gli anni della vecchiaia” (Organizzazione Mondiale della Sanità, 2006). Nel mondo, dal 1980 al 2017 il numero delle persone con più di 60 anni è quasi triplicato passando da circa 382 a 962 milioni. In un recente studio inglese, l’85% delle persone anziane intervistate ha dichiarato che, se ricevesse una diagnosi di demenza, vorrebbe continuare a vivere nella propria casa il più a lungo possibile. […]

30 Maggio 2019|News Familiari|0 Comments

Sarà possibile diagnosticare precocemente la malattia di Alzheimer tramite un videogioco?

A cura di Evita Tomasoni Toward personalized cognitive diagnostics of at-genetic-risk Alzheimer’s disease Coughlan G, Coutrot A, Khondoker M, Minihane AM, Spiers H, Hornberger M. Proc Natl Acad Sci U S A. 2019 May 7;116(19):9285-9292 L’attuale diagnosi della malattia di Alzheimer (AD) è basata principalmente sulla valutazione delle abilità di memoria. Prove recenti suggeriscono che si possono verificare cambiamenti nelle abilità di orientamento spaziale ancora prima che si sviluppino i problemi di memoria. Le abilità di orientamento nello spazio sembrano quindi essere un fattore critico emergente nell’identificazione precoce della AD. Un gruppo internazionale di ricercatori ha ideato nel 2015 un videogioco di realtà virtuale, Sea Hero Quest AR, con l’obiettivo di verificare se tramite questa app fosse possibile cogliere difficoltà di orientamento spaziale, che potrebbero essere un precoce indicatore di malattia. […]

17 Maggio 2019|News Familiari|0 Comments