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EPAD: uno studio europeo di prevenzione della malattia di Alzheimer

A cura di Anna Mega e Valentina Saletti È attualmente attivo presso il nostro Centro lo studio EPAD (“European Prevention Alzheimer’s disease”), una importante iniziativa europea il cui fine è quello di comprendere meglio le fasi di sviluppo della malattia di Alzheimer e creare una coorte di persone disponibili a partecipare a studi sperimentali mirati alla sua prevenzione. […]

2 Dicembre 2019|IN EVIDENZA|0 Comments

Cosa significa prendersi cura di persone con demenza ad esordio giovanile?

A cura di Evita Tomasoni Caring for People With Young Onset Dementia: An Interpretative Phenomenological Analysis of Family Caregivers’ Experiences Kilty C, Boland P, Goodwin J, de Róiste Á. J Psychosoc Nurs Ment Health Serv. 2019 Nov 1;57(11):37-44. doi: 10.3928/02793695-20190821-02 La demenza a esordio giovanile (YOD, young onset dementia) viene diagnosticata a persone sotto i 65 anni, colpendo sia pazienti che coloro che se ne prendono cura (caregiver) ancora pienamente attivi a livello familiare, sociale e lavorativo. […]

2 Dicembre 2019|News Familiari|0 Comments

Le nuove raccomandazioni intersocietarie per la diagnosi eziologica nel decadimento cognitivo lieve

A cura di Valentina Nicolosi Italian consensus recommendations for the biomarker-based etiological diagnosis in MCI patients. Boccardi M, Nicolosi V, Festari C, Bianchetti A, Cappa S, Chiasserini D, Falini A, Guerra UP, Nobili F, Padovani A, Sancesario GM, Morbelli S, Parnetti L, Tiraboschi P, Muscio C, Perani D, Pizzini FB, Beltramello A, Salvini Porro G, Ciaccio M, Schillaci O, Trabucchi M, Tagliavini F, Frisoni GB. Eur J Neurol. 2019 Nov 6. doi: 10.1111/ene.14117. Negli ultimi 15 anni diversi biomarcatori si sono dimostrati sufficientemente sensibili e specifici verso alcune malattie neurodegenerative, tra cui quella di Alzheimer (AD), tanto da giustificare il loro utilizzo clinico per la diagnosi precoce e differenziale. Tuttavia ad oggi mancano delle raccomandazioni cliniche evidence-based sul loro utilizzo combinato. L’uso dei biomarker nei servizi regionali e locali è quindi comprensibilmente influenzato più da questioni logistiche (es. liste d’attesa, familiarità…) che dal loro valore informativo rispetto all’ipotesi diagnostica. […]

2 Dicembre 2019|News Medici|0 Comments

Intervista al Prof. Frisoni: il premio “Lombardia è Ricerca”, un buon segnale per la ricerca sulla demenza

A cura di Valentina Saletti Sulla piattaforma digitale Open Innovation di Regione Lombardia è stata recentemente pubblicata un’intervista al Prof. Giovanni Battista Frisoni, responsabile della U.O. Neuroimmagine ed Epidemiologia Alzheimer dell’IRCCS Istituto Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia e direttore della Memory Clinic dell’Ospedale Universitario di Ginevra. Per prima cosa, il Prof. Frisoni, parlando dei trattamenti e della ricerca in ambito di demenza, afferma di operare a partire da due presupposti, quello che guarda all’oggi, al miglioramento della qualità della vita di pazienti con disturbi di memoria o demenza conclamata, e quello che punta al domani, ossia alla prevenzione. Sul primo presupposto si può intervenire a livello farmacologico e psicosociale.  […]

2 Dicembre 2019|ULTIM'ORA|0 Comments

Le nuove raccomandazioni intersocietarie per la diagnosi eziologica nel decadimento cognitivo lieve

A cura di Valentina Nicolosi Italian consensus recommendations for the biomarker-based etiological diagnosis in MCI patients. Boccardi M, Nicolosi V, Festari C, Bianchetti A, Cappa S, Chiasserini D, Falini A, Guerra UP, Nobili F, Padovani A, Sancesario GM, Morbelli S, Parnetti L, Tiraboschi P, Muscio C, Perani D, Pizzini FB, Beltramello A, Salvini Porro G, Ciaccio M, Schillaci O, Trabucchi M, Tagliavini F, Frisoni GB. Eur J Neurol. 2019 Nov 6. doi: 10.1111/ene.14117. Negli ultimi 15 anni diversi biomarcatori si sono dimostrati sufficientemente sensibili e specifici verso alcune malattie neurodegenerative, tra cui quella di Alzheimer (AD), tanto da giustificare il loro utilizzo clinico per la diagnosi precoce e differenziale. Tuttavia ad oggi mancano delle raccomandazioni cliniche evidence-based sul loro utilizzo combinato. L’uso dei biomarker nei servizi regionali e locali è quindi comprensibilmente influenzato più da questioni logistiche (es. liste d’attesa, familiarità…) che dal loro valore informativo rispetto all’ipotesi diagnostica. Usando il metodo Delphi, gli esperti delle principali Società scientifiche nazionali pertinenti (AIN, AINR; AIP, SiBioC e SINdem) hanno definito consensualmente le prime raccomandazioni su un algoritmo diagnostico, basato su parere esperto, che possa guidare i clinici ad un utilizzo razionale e combinato dei biomarker. […]

14 Novembre 2019|News Medici|0 Comments

Quali sono le convinzioni diffuse sulla demenza?

A cura di Ilaria Passeggia “World Alzheimer Report 2019: Attitudes to dementia”. London: Alzheimer’s Disease International. September 2019. A settembre 2019 la Federazione Internazionale delle Associazioni Alzheimer (ADI, Alzheimer’s Disease International), ha pubblicato il nuovo Rapporto Mondiale Alzheimer 2019, intitolato Gli atteggiamenti verso la demenza, sui risultati di una vasta indagine inerente le convinzioni e i comportamenti diffusi sulla demenza. L’intervista ha coinvolto pazienti, caregiver (coloro che se ne prendono cura), operatori sanitari e la comunità in generale, per un totale di circa 70.000 persone in 155 paesi in tutto il mondo. Di seguito alcuni dei principali dati pubblicati nel report. […]

14 Novembre 2019|News Familiari|0 Comments

Il tempo conta! Diamo priorità alla salute del nostro cervello!

A cura di Anna Mega Con l’avanzare dell’età, aumenta anche il numero di persone colpite da malattie neurodegenerative e ciò ha un impatto notevole sul singolo e sulla società. Nonostante la ricerca scientifica ci abbia permesso una conoscenza sempre maggiore delle stesse, ciò non basta. Per ridurre il rischio di sviluppare tali malattie è necessaria un’azione congiunta che coinvolga il singolo cittadino, i responsabili politici, i ricercatori, gli enti finanziatori e gli operatori sanitari. […]

14 Novembre 2019|ULTIM'ORA|0 Comments

È online un nuovo sito del Centro Alzheimer per i clinici

A cura di Valentina Nicolosi Da qualche giorno è online il sito www.diagnosi-alzheimer.it, ideato dal nostro staff. Il sito mette a disposizione dei clinici diverse risorse teoriche e pratiche per la diagnosi e la gestione delle principali malattie neurodegenerative dementigene. […]

14 Novembre 2019|IN EVIDENZA|0 Comments

Demenza e tratti di personalità: quale associazione?

A cura di Evita Tomasoni Association Between High School Personality Phenotype and Dementia 54 Years Later in Results From a National US Sample Chapman BP, Huang A, Peters K, Horner E, Manly J, Bennett DA, Lapham S. JAMA Psychiatry. 2019 Oct 16. doi: 10.1001/jamapsychiatry.2019.3120 Studi su persone anziane hanno trovato un’associazione tra le caratteristiche della loro personalità e lo sviluppo di demenza. I tratti di personalità maggiormente presenti in persone che sviluppano demenza sono alti livelli di preoccupazione e di ansia e bassa coscienziosità. Tuttavia, non è chiaro se queste caratteristiche siano fattori di rischio o sintomi precoci della patologia. A questo proposito, in un recente articolo pubblicato sulla rivista internazionale JAMA Psychiatry, un gruppo di ricercatori americani ha esaminato se alcune caratteristiche di personalità in adolescenza – periodo durante il quale è improbabile che sia presente la demenza – possano predisporre al rischio di patologia dementigena in età avanzata. […]

31 Ottobre 2019|News Familiari|0 Comments

Tutto cambia ma tutto resta

“Dieci mesi fa, alla Festa di Natale, ho ballato quasi un’ora con mia mamma. Ballavamo pianino, i passi piccoli, la sorreggevo; ma lei ballava, a ritmo, come sempre. Due settimane fa la mia mamma se ne è andata, mangiata da quella orrenda malattia che nel breve corso di alcuni mesi le ha precluso tutte le funzioni del suo corpo, dopo aver gravemente leso la sua meravigliosa intelligenza, la sua curiosità, la sua dialettica. La mia mamma, che ha letto migliaia di libri, che ha convissuto con una miriade di parole, quelle parole che, egoiste, hanno iniziato a sottrarsi ai suoi discorsi: ma lei ha continuato a parlare inventandosene di completamente nuove e lo ha fatto fino all’ ultimo. Leggevo di persone che non riconoscevano più i loro cari, malati: io mamma non l’ho mai persa, fino a quella orribile domenica. […]

31 Ottobre 2019|Posta del Cervello|0 Comments