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Terapia occupazionale e demenza in Italia

A cura di Anna Tarallo A pilot study of community-based occupational therapy for persons with dementia (COTID-IT Program) and their caregivers: evidence for applicability in Italy. Pozzi C, Lanzoni A, Lucchi E, Bergamini L, Bevilacqua P, Manni B, Garzetta G, Barbieri S, Khazri S, Chattat R, Graff M, Fabbo A, Morandi A. Aging Clin Exp Res. 2018 Nov 28. doi: 10.1007/s40520-018-1078-7. [Epub ahead of print] In Italia più di 12 milioni di persone (circa il 22% della popolazione) ha un’età superiore a 65 anni. È noto che con l’invecchiamento della popolazione aumenta la prevalenza di demenza e si stima che, nel nostro paese, ci siano oltre un milione di malati di demenza e circa tre milioni di persone impegnate a prendersene cura, direttamente o indirettamente (caregiver). […]

6 dicembre 2018|News Familiari|0 Comments

Atrofia corticale nella malattia di Alzheimer

A cura di Federica Ribaldi Atrophy subtypes in prodromal Alzheimer’s disease are associated with cognitive decline. Ten Kate M, Dicks E, Visser PJ, van der Flier WM, Teunissen CE, Barkhof F, Scheltens P, Tijms BM; Alzheimer’s Disease Neuroimaging Initiative. Brain. 2018 Dec 1;141(12):3443-3456. doi: 10.1093/brain/awy264. La malattia di Alzheimer (AD) è una malattia molto eterogenea in termini di età di esordio, fattori di rischio genetici, presentazione clinica e declino cognitivo. Capire quali siano i meccanismi biologici sottostanti a tale eterogeneità è cruciale per aiutare i medici a determinare la prognosi del paziente ed è uno step importante per la medicina di precisione. Il presente studio ha utilizzato un approccio guidato dai dati per classificare differenti pattern di atrofia presenti nei pazienti con demenza di AD in 3 coorti per un totale di 757 pazienti. […]

6 dicembre 2018|News Medici|0 Comments

Intestino & cervello: nuove evidenze entusiasmano la comunità scientifica

A cura di Cristina Festari I corpuscoli che vedete indicati dalle frecce rosse in questa immagine ottenuta con un microscopio ad alta risoluzione sono batteri. L’eccezionale novità riguarda il fatto che questi batteri sono di origine intestinale ma sono stati “fotografati” in quello che era sempre stato ritenuto l’organo sterile d’elezione: il cervello. […]

6 dicembre 2018|ULTIM'ORA|0 Comments

Malattia di Alzheimer di fase lieve: lo studio AB1601

A cura di Ilaria Passeggia Nelle scorse settimane è partita presso la nostra unità una nuova sperimentazione farmacologica rivolta a persone con diagnosi di lieve decadimento cognitivo di tipo amnesico (aMCI) o di Malattia di Alzheimer in fase molto lieve. […]

6 dicembre 2018|IN EVIDENZA|0 Comments

Sintomi neuropsichiatrici e cadute nella Malattia di Alzheimer

A cura di Anna Tarallo Relationship of Neuropsychiatric Symptoms with Falls in Alzheimer’s Disease – Does Exercise Modify the Risk? Roitto HM, Kautiainen H, Öhman H, Savikko N, Strandberg TE, Raivio M, Laakkonen ML, Pitkälä KH. J Am Geriatr Soc. 2018 Oct 15. doi: 10.1111/jgs.15614. [Epub ahead of print] La malattia di Alzheimer (AD) è una condizione frequentemente associata a sintomi neuropsichiatrici (NPS) e cadute. Infatti, più del 90% delle persone con AD manifesta nel corso della malattia almeno un sintomo neuropsichiatrico significativo (come per esempio aggressività, agitazione o apatia) e circa il 60% delle persone con deterioramento cognitivo cade almeno una volta l’anno. […]

22 novembre 2018|News Familiari|0 Comments

Le alterazioni della sostanza bianca precedono di almeno 5 anni l’esordio dei sintomi nelle forme genetiche della Malattia di Alzheimer

A cura di Giulia Quattrini Araque Caballero MÁ, Suárez-Calvet M, Duering M, Franzmeier N, Benzinger T, Fagan AM, et al. White matter diffusion alterations precede symptom onset in autosomal dominant Alzheimer’s disease. Brain. 2018 Oct 1;141(10):3065-3080. Le alterazioni della sostanza bianca, come la perdita di mielina, degenerazione degli assoni e gliosi, sono presenti nella maggior parte dei pazienti con Malattia di Alzheimer (AD). Le cause sono difficili da determinare, data la concomitanza del danno della sostanza bianca con la degenerazione corticale, i depositi di amiloide e tau, e le modificazioni dell’attività microgliale. Nei soggetti portatori di una mutazione genetica causativa dell’AD è possibile studiare le modificazioni indotte dalla malattia prima ancora dell’esordio dei sintomi e senza i fattori confondenti tipici dell’invecchiamento. […]

22 novembre 2018|News Medici|0 Comments

Esiste un futuro per gli inibitori BACE nel trattamento della malattia di Alzheimer?

 A cura di Michela Rampini Gli inibitori dell’enzima beta-secretasi (iBACE) sono tra i farmaci sperimentali anti-amiloide studiati per il trattamento della malattia di Alzheimer (AD). Al Congresso delle sperimentazioni sulla malattia di Alzheimer (CTAD) sono stati presentati i risultati di alcuni studi che hanno mitigato l’iniziale ottimismo che ha circondato gli iBACE e spinto i ricercatori a riesaminarne benefici e rischi. […]

22 novembre 2018|ULTIM'ORA|0 Comments

Malattia di Alzheimer in fase lieve: lo studio Abbvie

A cura di Evita Tomasoni Negli scorsi mesi è stata avviata presso il nostro laboratorio una sperimentazione farmacologica rivolta a persone con malattia di Alzheimer in fase iniziale. L’obiettivo di questo studio è verificare l’efficacia e la sicurezza di ABBV-8E12, un farmaco in grado di inibire l’aggregazione della proteina tau contrastando la neurodegenerazione e la progressione della malattia. […]

22 novembre 2018|IN EVIDENZA|0 Comments

Amicizia e performance cognitiva

A cura di Anna Tarallo The relation of close friends to cognitive performance in old age: the mediating role of leisure activities. Ihle A, Oris M, Baeriswyl M, Kliegel M Int Psychogeriatr. 2018 Jun 1:1-6. doi: 10.1017/S1041610218000789]. Gli amici intimi sono una risorsa importante per promuovere il coinvolgimento e l’impegno nelle attività della vita di tutti i giorni negli anziani, e partecipare ad attività ricreative rappresenta, a sua volta, un fattore predittivo fondamentale per le prestazioni cognitive. […]

9 novembre 2018|News Familiari|0 Comments

La relazione tra connettività cerebrale e patologia di Alzheimer in persone con disturbo soggettivo di memoria

A cura di Federica Ribaldi Aberrant functional connectivity network in subjective memory complaint individuals relates to pathological biomarkers Li K, Luo X, Zeng Q, Jiaerken Y, Xu X, Huang P, Shen Z, Xu J, Wang C, Zhou J, Zhang MM; Alzheimer’s Disease Neuroimaging Initiative. Transl Neurodegener. 2018 Oct 19;7:27. doi: 10.1186/s40035-018-0130-z. eCollection 2018. Il disturbo soggettivo di memoria (SMC) è caratterizzato dalla presenza di lamentele circa le proprie capacità di memoria in assenza di deficit cognitivi obiettivi. Ad oggi, diversi studi hanno mostrato un’associazione tra questa condizione e un aumentato rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer (AD). Nonostante numerosi studi di ricerca stiano indagando i meccanismi patologici che sottostanno a questo disturbo, tali basi sono ancora poco chiare. […]

9 novembre 2018|News Medici|0 Comments