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Tutto cambia ma tutto resta

Dieci mesi fa, alla Festa di Natale, ho ballato quasi un' ora con mia mamma. Ballavamo pianino, i passi piccoli, la sorreggevo; ma lei ballava, a ritmo, come sempre. Due settimane fa la mia mamma se ne è andata, mangiata da quella orrenda malattia che [...]

18 Ottobre 2019|Pensieri e Parole|0 Comments

Carta e matita per tracciare le abilità dei pazienti al volante

A cura di Michela Rampini Driving and Alzheimer’s disease: A neuropsychological screening battery for the elderly. Crivelli L, Russo M, Farez M, Bonetto M, Prado C, Calandri IL, Campos J, Cohen G, Méndez PC, Sabe LR, Allegri RF. Dement Neuropsychol. 2019 Jul-Sep;13(3):312-320. doi: 10.1590/1980-57642018dn13-030008. Una recente revisione della letteratura condotta dall’American Academy of Neurology (AAN) ha messo in luce che le persone con demenza lieve sono guidatori ad alto rischio. Poiché l’automobile è un importante mezzo di trasporto e il saper guidare è un elemento chiave per l’indipendenza della persona, il ritiro della patente ha spesso un considerevole impatto negativo sul benessere e sullo stile di vita del malato. […]

17 Ottobre 2019|News Familiari|0 Comments

Associazione tra lipidi sierici e Malattia di Alzheimer

A cura di Giulia Quattrini Sets of coregulated serum lipids are associated with Alzheimer’s disease pathophysiology. Barupal DK, Baillie R, Fan S, Saykin AJ, Meikle PJ, Arnold M, Nho K, Fiehn O, Kaddurah-Daouk R; Alzheimer Disease Metabolomics Consortium. Alzheimers Dement (Amst). 2019 Dec; 11: 619–627. doi: 10.1016/j.dadm.2019.07.002 La malattia di Alzheimer (AD) si manifesta spesso in comorbidità con diabete e altri disturbi del metabolismo. Numerosi studi supportano l’assunto che le disfunzioni metaboliche possano avere un ruolo nell’insorgenza e nella progressione dell’AD. Al fine di testare tale ipotesi, uno studio di recente pubblicazione ha indagato l’associazione tra gruppi di lipidi sierici e AD, in particolare con i principali biomarcatori della patologia (livelli di proteine beta-amiloide e tau nel liquido cerebrospinale, atrofia corticale) e con il declino cognitivo. […]

17 Ottobre 2019|News Medici|0 Comments

Francia sconvolta: scoperta sperimentazione farmacologica illegale su malati di Alzheimer

Circa 350 persone affette da malattia di Alzheimer e Parkinson sono state incluse in una sperimentazione mai autorizzata dall’agenzia dei farmaci francesi (ANSM) con sostanze di cui la qualità, gli effetti e la tolleranza non sono conosciuti. È quanto hanno scoperto le autorità sanitarie grazie a un’ispezione di controllo effettuata in un laboratorio che analizzava i campioni di sangue in provenienza da un’abbazia vicino a Poitiers, struttura in cui i malati trascorrevano il ricovero dopo aver ricevuto il trattamento sperimentale ideato da Jean-Bernard Fourtillan e Henri Joyeux. […]

17 Ottobre 2019|ULTIM'ORA|0 Comments

Meditazione, attività cerebrale e benessere nell’anziano: nuovo progetto di ricerca

A cura di Cristina Festari e Samantha Galluzzi Stiamo conducendo un nuovo studio di ricerca al fine di valutare se lo sviluppo della consapevolezza (mindfulness), che è la capacità di portare attenzione all’esperienza presente in modo aperto e non giudicante, abbia un’influenza positiva sull’attività del cervello e sul benessere cognitivo e psicologico dell’anziano. […]

17 Ottobre 2019|IN EVIDENZA|0 Comments

Una maggiore comprensione della malattia di Alzheimer “in offerta speciale” al supermercato

A cura di Sara Gipponi Giornata mondiale dell’Alzheimer: cosa si prova quando gli oggetti non hanno più senso? La malattia di Alzheimer è la forma più comune di demenza ed è caratterizzata dal progressivo deterioramento della memoria e delle altre funzioni cognitive fino ad interferire con lo svolgimento delle abituali attività della persona nella vita quotidiana. Uno dei disturbi di tale malattia consiste nell’incapacità di riconoscere, denominare ed utilizzare oggetti comuni (come le forbici o il pettine, ad esempio) che, quindi, agli occhi del malato appaiono come sconosciuti ed incomprensibili e che provocano in lui sensazioni di straniamento quando non riesce a nominarli o a utilizzarli correttamente. […]

3 Ottobre 2019|News Familiari|0 Comments

La comunicazione medico-paziente: cosa, come e quando

A cura di Monica Almici Fruijtier AD, Visser LNC, van Maurik, Zwan MD, Bouwman FH, van der Flier WM, Smets EMA. ABIDE Delphi study: topics to discuss in diagnostic consultations in memory clinics Alzheimers Res Ther. 2019 Aug 31;11(1):77. doi: 10.1186/s13195-019-0531-y. Le informazioni che vengono fornite ai pazienti ed ai loro familiari al momento della comunicazione delle diagnosi sono molto diverse sia a livello di forma che di contenuti in base al professionista che le comunica. Pazienti e loro familiari richiedono un maggior numero di informazioni. Ma cosa/come/quando comunicare? […]

3 Ottobre 2019|News Medici|0 Comments

Malattia di Alzheimer ereditaria: l’esordio dei sintomi varia per le mutazioni nei geni PSE1 e APP

A cura di Anna Mega La malattia di Alzheimer ereditaria di tipo autosomico dominante (ADAD) è una forma di demenza causata da una mutazione genetica nei geni APP, PSEN1, PSEN2. Il portatore di una mutazione genetica sviluppa generalmente i sintomi della malattia prima dei 60 anni e può trasmetterla a ciascuno dei propri figli con una probabilità del 50%. […]

3 Ottobre 2019|ULTIM'ORA|0 Comments

Studio multi-centrico Amyloid Microbiota Inflammation (A.M.I.)

A cura di Valentina Nicolosi Amyloid Microbiota Inflammation (A.M.I.) è uno studio multi-centrico, coordinato dal nostro laboratorio e finalizzato ad esplorare il collegamento tra malattia di Alzheimer e flora batterica (microbiota) intestinale ed orale. Recenti scoperte mostrano che l’abbondanza di particolari batteri nell’intestino è associata al deposito cerebrale di beta-amiloide, una proteina tossica per il nostro cervello legata allo sviluppo della malattia di Alzheimer. […]

3 Ottobre 2019|IN EVIDENZA|0 Comments

È bello pensare che qualcuno mi stia ascoltando, anziché dirmi ‘stai zitto’

A cura di Ilaria Passeggia Alsawy S., Tai S., McEvoy P., Mansell W. “It’s nice to think somebody’s listening to me instead of saying ‘oh shut up'”. People with dementia reflect on what makes communication good and meaningful. J Psychiatr Ment Health Nurs. 2019 Aug 26. doi: 10.1111/jpm.12559. [Epub ahead of print] I progressivi disturbi a livello cognitivo e linguistico che manifestano le persone affette da demenza potrebbero incidere negativamente anche sulle loro interazioni sociali, sulla relazione con i caregiver (coloro che se ne prendono cura) e, di conseguenza, sul proprio benessere. Identificare quali elementi possano migliorare le modalità comunicative tra pazienti e caregiver permetterebbe di ridurre alcuni rischi di isolamento sociale. […]

19 Settembre 2019|News Familiari|0 Comments