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Nuove evidenze sull’attività fisica come fattore modificabile per rallentare il declino cognitivo

A cura di Martina Barbi “Physical activity as a modifiable risk factor in preclinical Alzheimer’s disease”. Yau, WY.W., Kirn, D.R., Rabin, J.S. et al. Physical activity as a modifiable risk factor in preclinical Alzheimer’s disease. Nat Med 31, 4075–4083 (2025). https://doi.org/10.1038/s41591-025-03955-6”. Uno studio recentemente pubblicato su Nature Medicine ha esaminato il ruolo dell’attività fisica come fattore di rischio modificabile nella fase preclinica della malattia di Alzheimer, analizzando dati longitudinali di 296 anziani cognitivamente integri arruolati nell’Harvard Aging Brain Study. A differenza di gran parte della letteratura osservazionale basata su misure auto-riferite, in questo studio l’attività fisica è stata quantificata oggettivamente tramite contapassi (passi medi giornalieri). La progressione clinica e patologica è stata valutata invece mediante PET per beta-amiloide (Aβ) e tau, insieme a misure cognitive e funzionali, con follow-up fino a 14 anni. I risultati hanno mostrato che livelli più elevati di attività fisica […]

18 Dicembre 2025|News Familiari|Commenti disabilitati su Nuove evidenze sull’attività fisica come fattore modificabile per rallentare il declino cognitivo

Quando i nonni cambiano: stare insieme a Natale

Le festività sono spesso uno dei pochi momenti dell’anno in cui tutta la famiglia si ritrova insieme. Per bambini e adolescenti, però, incontrare un nonno con demenza può essere un’esperienza difficile da comprendere: il nonno non è più quello di prima, può non riconoscerli, dire cose strane o sembrare distante. Accompagnare i più giovani in questo incontro è possibile, soprattutto durante le feste, a patto di prepararli e proteggerli, senza caricarli di aspettative. Prima di incontrarsi, […]

18 Dicembre 2025|IN EVIDENZA|Commenti disabilitati su Quando i nonni cambiano: stare insieme a Natale

Fattori socio-demografici associati allo sviluppo di demenza: uno studio longitudinale

A cura di Martina Barbi Sociodemographic traits as early indicators of AD, FTD, and VaD up to 10 years before diagnosis. Kivisild, A., Rinnankoski, I., Aaltonen, M., Aho, K., Heikkinen, S., Lehtonen, A., Leppänen, L., Soppela, H., Tervonen, L., Ervasti, K., Hartikainen, P., Haapasalo, A., Katisko, K., Krüger, J., & Solje, E. Alzheimer’s Dement. 2025 Sep 21: e70616. https://doi.org/10.1002/alz.70616. Uno studio finlandese pubblicato di recente su Alzheimer’s & Dementia ha indagato il potere predittivo dei fattori socio-demografici (ad esempio, occupazione, scolarità e stato civile), fino a 10 anni prima della diagnosi di demenza. Unendo i registri nazionali con quelli clinici di due memory clinic, i ricercatori hanno selezionato i dati di 2257 persone con diagnosi di demenza di Alzheimer (AD), demenza frontotemporale (FTD), demenza vascolare (VaD) e demenza mista (AD+VaD), e confrontato con quelli di circa 20000 persone senza disturbi cognitivi.  […]

13 Novembre 2025|News Familiari|Commenti disabilitati su Fattori socio-demografici associati allo sviluppo di demenza: uno studio longitudinale

BHR ITALIA: progetto di sviluppo della piattaforma “Brain Health Registry Italia”

Responsabile: Dr.ssa Samantha Galluzzi, Lab. Neuroimmagine ed Epidemiologia Alzheimer Co-Responsabile: Dr. Giovanni Battista Frisoni, Lab. Neuroimmagine ed Epidemiologia Alzheimer Brain Health Registry Italia, il registro italiano per la salute del cervello, è un progetto unico ed innovativo promosso dall’IRCCS Centro San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli di Brescia. Sono tante le persone in Italia che vorrebbero partecipare a studi di ricerca sulla prevenzione, la diagnosi o la cura della malattia di Alzheimer e dei disturbi della memoria, ma spesso non hanno modo di venire a conoscenza degli studi disponibili e contattare i ricercatori che li conducono per segnalare la loro disponibilità a parteciparvi. […]

13 Novembre 2025|IN EVIDENZA|Commenti disabilitati su BHR ITALIA: progetto di sviluppo della piattaforma “Brain Health Registry Italia”

Mantenere viva la curiosità può favorire l’invecchiamento in salute

A cura di Elena Gatti La curiosità è una spinta fondamentale che ci accompagna per tutta la vita: ci motiva a esplorare, imparare e mantenere vivo l’interesse per il mondo che ci circonda. Ma come cambia con l’avanzare dell’età e quale ruolo può avere nell’invecchiamento di successo? Un ampio studio pubblicato su PLOS ONE ha cercato di rispondere a questa domanda, distinguendo tra due forme di curiosità: la curiosità “di tratto” e quella “di stato”. La prima rappresenta una predisposizione stabile a cercare nuove informazioni e ad aprirsi a esperienze inedite; in altre parole, descrive quanto una persona sia curiosa “in generale”. La curiosità di stato, invece, riguarda l’interesse momentaneo che nasce di fronte a uno stimolo specifico, ad esempio la voglia di conoscere la risposta a una domanda o di approfondire un argomento che ci tocca da vicino.  […]

16 Ottobre 2025|News Familiari|Commenti disabilitati su Mantenere viva la curiosità può favorire l’invecchiamento in salute

Più attenzione, più diritti: l’ONU riconosce la demenza come priorità globale

A cura di Cristina Festari L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha recentemente approvato una nuova dichiarazione politica sulle malattie non trasmissibili (NCDs), includendo per la prima volta la demenza tra le priorità sanitarie mondiali. Gli Stati membri hanno concordato che la demenza debba essere trattata al pari di altre patologie croniche come diabete, obesità e malattie cardiovascolari.  […]

16 Ottobre 2025|IN EVIDENZA|Commenti disabilitati su Più attenzione, più diritti: l’ONU riconosce la demenza come priorità globale

Interventi sullo stile di vita: l’approccio strutturato risulta più efficace nel migliorare la funzione cognitiva rispetto a quello autogestito

A cura di Martina Barbi Structured vs Self-Guided Multidomain Lifestyle Interventions for Global Cognitive Function: The US POINTER Randomized Clinical Trial. Baker, L. D., et al. (2025). JAMA, 334(8), 681–691. Uno studio pubblicato di recente su JAMA ha confrontato l’effetto di due interventi multidominio sullo stile di vita, uno strutturato e uno autogestito, sulla traiettoria cognitiva di 2111 adulti di 60-79 anni a rischio di declino cognitivo, nell’ambito del trial multicentrico US POINTER. Gli esiti cognitivi, quantificati attraverso l’uso di un punteggio composito di funzioni esecutive, memoria episodica e velocità di elaborazione, sono stati valutati ogni 6 mesi per 2 anni. Le due condizioni prevedevano programmi con attività fisica, dieta MIND (Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay), stimolazione cognitiva/sociale e monitoraggio dei fattori cardiovascolari. […]

25 Settembre 2025|News Familiari|Commenti disabilitati su Interventi sullo stile di vita: l’approccio strutturato risulta più efficace nel migliorare la funzione cognitiva rispetto a quello autogestito

Resta connesso con noi: il Centro Alzheimer ora ha un canale WhatsApp!

Abbiamo attivato il canale WhatsApp del Centro Alzheimer, un modo semplice e immediato per restare aggiornati. I canali WhatsApp sono uno strumento pensato per ricevere notizie: a differenza dei gruppi, non permettono conversazioni tra utenti ma solo la condivisione di aggiornamenti da parte degli amministratori, garantendo ordine e riservatezza. […]

25 Settembre 2025|IN EVIDENZA|Commenti disabilitati su Resta connesso con noi: il Centro Alzheimer ora ha un canale WhatsApp!

Settembre: un mese per ricordare. Tutte le iniziative nazionali

Il 21 settembre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, istituita per sensibilizzare sull’importanza della ricerca, dell’assistenza e dei diritti delle persone con demenza e delle loro famiglie. Negli ultimi anni, l’intero mese di settembre è stato riconosciuto come Mese Mondiale dell’Alzheimer, [...]

11 Settembre 2025|News Familiari|Commenti disabilitati su Settembre: un mese per ricordare. Tutte le iniziative nazionali

Biomarcatori ematici per la diagnosi della malattia di Alzheimer nella pratica clinica: pubblicate le prime linee guida

A cura di Elena Gatti Palmqvist S, Whitson HE, Allen LA, Suarez-Calvet M, Galasko D, Karikari TK, et al,. Alzheimer’s Association Clinical Practice Guideline on the use of blood-based biomarkers in the diagnostic workup of suspected Alzheimer’s disease within specialized care settings. Alzheimers Dement. 2025 Jul;21(7):e70535. doi: 10.1002/alz.70535. Un semplice prelievo di sangue potrebbe presto affiancare – e in alcuni casi sostituire – gli esami più complessi oggi utilizzati per la diagnosi della malattia di Alzheimer nella pratica clinica. È quanto emerge dalle nuove Linee Guida Cliniche dell’Alzheimer’s Association, pubblicate nel luglio 2025, che per la prima volta forniscono raccomandazioni basate sulle evidenze sull’impiego dei biomarcatori ematici (BBM) nella valutazione dei pazienti con compromissione cognitiva all’interno di centri specializzati. Finora la conferma della patologia richiedeva test come la puntura lombare per l’analisi del liquido cerebrospinale (CSF) o la PET amiloide: strumenti molto affidabili, ma invasivi e poco accessibili su larga scala. I biomarcatori ematici – in particolare le forme fosforilate della proteina tau (p-tau181, p-tau217, p-tau231) e il rapporto Aβ42/Aβ40 – si stanno dimostrando invece una soluzione più semplice, rapida ed economica, con il potenziale di ampliare l’accesso alla diagnosi precoce. […]

4 Settembre 2025|News Medici|Commenti disabilitati su Biomarcatori ematici per la diagnosi della malattia di Alzheimer nella pratica clinica: pubblicate le prime linee guida