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L’utilità clinica della PET per la proteina amiloide

A cura di Federica Ribaldi Association of Amyloid Positron Emission Tomography With Changes in Diagnosis and Patient Treatment in an Unselected Memory Clinic Cohort. de Wilde A, van der Flier WM, Pelkmans W, Bouwman F, Verwer J, Groot C, van Buchem MM, Zwan M, Ossenkoppele R, Yaqub M, Kunneman M, Smets EMA, Barkhof F, Lammertsma AA, Stephens A van Lier E, Biessels GJ, van Berckel BN, Scheltens P. JAMA Neurol. 2018 Sep 1;75(9):1062-1070. doi: 10.1001/jamaneurol.2018.1346. L’accumulo di proteina amiloide cerebrale è uno dei principali processi patologici della malattia di Alzheimer (AD). Lo sviluppo di traccianti per tale proteina ne ha permesso la visualizzazione in vivo tramite la tomografia ad emissione di positroni (amy-PET). Un recente studio si è proposto di valutare l’utilità clinica dell’amy-PET in 507 soggetti provenienti da una clinica della memoria Olandese. […]

12 ottobre 2018|News Medici|0 Comments

Generation Study 2: la prevenzione della malattia di Alzheimer sulla stampa nazionale

A cura di Valentina Saletti “Quelli che scommettono su Cnp520” e “Alzheimer: in che modo la medicina punta alla prevenzione della comparsa dei sintomi”, sono i titoli degli articoli pubblicati rispettivamente su La Repubblica Salute e La Stampa. Entrambi parlano di Generation Study 2, lo studio farmacologico di prevenzione della malattia di Alzheimer in corso presso il Fatebenefratelli di Brescia. […]

12 ottobre 2018|ULTIM'ORA|0 Comments

Studio multi-centrico Amyloid Microbiota Inflammation (A.M.I.)

A cura di Federica Ribaldi e Valentina Nicolosi Amyloid Microbiota Inflammation (A.M.I.) è uno studio multi-centrico, coordinato dal nostro laboratorio e finalizzato ad esplorare il collegamento tra malattia di Alzheimer e flora batterica (microbiota) intestinale ed orale. […]

12 ottobre 2018|IN EVIDENZA|0 Comments

Aumento del disturbo cognitivo soggettivo nel tempo associato ad amiloidosi cerebrale

A cura di Elena Rolandi Amyloid-associated increases in longitudinal report of subjective cognitive complaints. Amariglio RE, Buckley RF, Mormino EC, Marshall GA, Johnson KA, Rentz DM, Sperling RA. Alzheimers Dement (NY). 2018 Sep 6;4:444-449. doi: 10.1016/j.trci.2018.08.005. eCollection 2018. Il disturbo cognitivo soggettivo (SCC) è caratterizzato dalla percezione di un peggioramento delle proprie capacità cognitive nella vita quotidiana, in assenza di deficit cognitivi obiettivi misurabili tramite test neuropsicologici. […]

4 ottobre 2018|News Medici|0 Comments

Mindfulness e Demenza: utilità e direzioni future

A cura di Ilaria Passeggia Mindfulness Training for People With Dementia and Their Caregivers: Rationale, Current Research, and Future Directions. Berk L., Warmenhoven F.,van Os J.,van Boxtel M. Frontiers in Psychology. 2018 Jun 13;9:982. doi: 10.3389/fpsyg.2018.00982. eCollection 2018. In genere la demenza comporta un incremento dei vissuti di stress e di incertezza sia per le persone che ne sono affette sia per i loro caregiver, coloro che se ne prendono cura. Per questo motivo diventa importante trovare nuove strategie in grado di incrementare il benessere di entrambi. Tra gli interventi che si sono dimostrati utili a tale scopo vi è il training Mindfulness. […]

4 ottobre 2018|News Familiari|0 Comments

Un intervento breve e a basso costo per ridurre lo stress nei caregiver di persone con demenza

 A cura di Anna Mega I caregiver, ovvero coloro che si prendono cura di una persona malata, sono esposti ad un enorme carico di stress fisico ed emotivo che, oltre ad intaccare la propria salute, ha un impatto negativo anche sul benessere del malato. Gli autori di uno studio pubblicato su Alzheimer’s and Dementia, hanno così implementato un intervento di due giorni mirato a migliorare, attraverso tecniche psicoterapeutiche e di improvvisazione teatrale, le abilità pratiche dei caregiver nella cura di sé e del proprio caro così da ridurne la percezione di stress, la sintomatologia ansiosa e depressiva e il carico dell’attività di cura. […]

4 ottobre 2018|ULTIM'ORA|0 Comments

Malattia di Alzheimer di fase lieve: lo studio AB1601

A cura di Ilaria Passeggia Nelle scorse settimane è partita presso la nostra unità una nuova sperimentazione farmacologica rivolta a persone con diagnosi di lieve decadimento cognitivo di tipo amnesico (aMCI) o di Malattia di Alzheimer in fase molto lieve. […]

4 ottobre 2018|IN EVIDENZA|0 Comments

La Tau-PET per la diagnosi differenziale fra la malattia di Alzheimer e altre malattie neurodegenerative

A cura di Giulia Merlin Discriminative Accuracy of [18F]flortaucipir Positron Emission Tomography for Alzheimer Disease vs Other Neurodegenerative Disorders Ossenkoppele, R; Rabinovici, GD; Smith, R; Cho, H; Schöll, M; Strandberg, O; Palmqvist, S; Mattsson, N; Janelidze, S; Santillo, A; Ohlsson, T; Jögi, J; Tsai, R; La Joie, R; Kramer, J; Boxer, AL; Gorno-Tempini, ML; Miller, BL; Choi, JY; Ryu, YH; Lyoo, CH; Hansson, O. JAMA. 2018; 320(11):1151-1162. doi:10.1001/jama.2018.12917 Le proteine tau forsforilata e amiloide sono due proteine tossiche, tipiche della malattia di Alzheimer (AD), che si accumulano nel cervello. La tomografia ad emissione di positroni (PET) è una tecnica che permette la loro visualizzazione in vivo. Mentre l’accuratezza della PET per la proteina amiloide è stata ampiamente studiata, quella della PET per la proteina tau forforilata non è ancora del tutto chiara. […]

28 settembre 2018|News Medici|0 Comments

Utilizzo degli ultrasuoni nella malattia di Alzheimer

A cura di Roberta Baruzzi L’utilizzo della tecnica degli ultrasuoni (UT) nella malattia di Alzheimer (AD), patologia caratterizzata dalla presenza di aggregati extracellulari di proteina beta-amiloide (Aβ), è stata proposta di recente come un possibile approccio per la cura dell’AD. […]

28 settembre 2018|ULTIM'ORA|0 Comments

Ca’ Nostra: il film-documentario di un’esperienza di co-abitazione tra malati di Alzheimer

A cura di Cristina Festari La co-abitazione tra persone affette da patologie neurodegenerative come modello di presa in carico assistenziale è una realtà in espansione (si pensi, ad esempio, al villaggio olandese “De Hogewey”, e al “Paese Ritrovato” a Monza). Infatti, è stato dimostrato, che co-abitare in ambienti sviluppati ad-hoc in modo da arginare l’impatto dei sintomi cognitivi sulla quotidianità, permette di massimizzare le abilità residue, riducendo il senso di frustrazione e l’aggressività ad esso conseguente. […]

20 settembre 2018|ULTIM'ORA|0 Comments