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Meditazione, attività cerebrale e benessere nell’anziano: nuovo progetto di ricerca

A cura di Cristina Festari e Samantha Galluzzi Stiamo conducendo un nuovo studio di ricerca al fine di valutare se lo sviluppo della consapevolezza (mindfulness), che è la capacità di portare attenzione all’esperienza presente in modo aperto e non giudicante, abbia un’influenza positiva sull’attività del cervello e sul benessere cognitivo e psicologico dell’anziano. Un crescente numero di studi dimostra, infatti, che gli interventi basati sulla pratica della consapevolezza sono utili per gestire lo stress, migliorare le funzioni di memoria e di attenzione, i disagi psicologici e la salute somatica. […]

10 Luglio 2020|IN EVIDENZA|0 Comments

Il passato visto da donne e uomini con malattia di Alzheimer

A cura di Evita Tomasoni El Haj M, Boutoleau-Bretonnière C, Gallouj K. The Past as Seen by Women and Men With Alzheimer Disease: Sex Differences in Autobiographical Memory. Alzheimer Dis Assoc Disord. 2020 Apr-Jun;34(2):170-174. PMID: 31913962. La memoria autobiografica è l’insieme delle conoscenze riguardanti i fatti e gli episodi della vita personale. Nella letteratura scientifica c’è un ampio corpus di ricerche che dimostra gli effetti negativi della malattia di Alzheimer (AD) sulla memoria autobiografia, ma non sono ancora del tutto note le differenze tra uomini e donne affetti da AD nel recupero autobiografico. […]

25 Giugno 2020|News Familiari|0 Comments

La prevenzione della demenza necessita di interventi multilivello

A cura di Monica Almici Grande G, Qiu C, Fratiglioni L. Prevention of dementia in an ageing world: Evidence and biological rationale. Ageing Res Rev. 2020 Mar 19:101045. Epub ahead of print. PMID: 32171784. Prevenire la demenza è possibile? È attorno a tale quesito che ruota un articolo di tre ricercatori con base a Stoccolma, pubblicato online sulla rivista Ageing Research Reviews. Nella loro revisione narrativa degli interventi di prevenzione delle demenze, i ricercatori hanno cercato di chiarire se questi siano efficaci e in che modo agiscano, ossia su quali meccanismi cerebrali facciano leva.  […]

25 Giugno 2020|News Medici|0 Comments

Ottimismo, positività e cognitività

A cura di Cristina Festari Quanto influisce il nostro modo di approcciarci alla vita, la nostra disposizione d’animo sulle nostre funzioni cognitive? La prof. Chételat e il suo gruppo hanno indagato scientificamente quale sia l’impatto del pensiero negativo ripetitivo (RNT), ossia il rimuginare continuamente sul passato e il preoccuparsi eccessivamente per il futuro, sul nostro cervello e la sua relazione con i marcatori della malattia di Alzheimer.  […]

25 Giugno 2020|ULTIM'ORA|0 Comments

Meditazione, attività cerebrale e benessere nell’anziano: nuovo progetto di ricerca

A cura di Cristina Festari e Samantha Galluzzi Stiamo conducendo un nuovo studio di ricerca al fine di valutare se lo sviluppo della consapevolezza (mindfulness), che è la capacità di portare attenzione all’esperienza presente in modo aperto e non giudicante, abbia un’influenza positiva sull’attività del cervello e sul benessere cognitivo e psicologico dell’anziano. […]

25 Giugno 2020|IN EVIDENZA|0 Comments

Pensiero negativo ripetitivo: fattore di rischio per la demenza?

A cura di Valentina Saletti   Repetitive negative thinking is associated with amyloid, tau, and cognitive decline Natalie L Marchant, Lise R Lovland, Rebecca Jones, Alexa Pichet Binette , Julie Gonneaud, Eider M Arenaza-Urquijo, Gael Chételat, Sylvia Villeneuve Alzheimer’s & Dementia 2020 Jun 7. doi: 10.1002/alz.12116. Online aheadof print.   Un recente studio ha indagato il ruolo del pensiero negativo ricorrente nello sviluppo della malattia di Alzheimer. Sono stati esaminati i dati di 360 persone con età superiore ai 55 anni, i quali nell’arco di due anni, hanno risposto ad alcune domande legate a come venivano vissute ed interpretate le esperienze negative, in particolar modo la ruminazione sul passato e la preoccupazione per il futuro. […]

12 Giugno 2020|News Familiari|0 Comments

Ripartono gli studi di ricerca presso il Centro Alzheimer

A cura di Valentina Nicolosi   Gentili Lettori, siamo lieti di comunicarvi che sono riaperte le visite e le richieste di partecipazione per alcuni nostri studi. Nelle prossime settimane riceverete tutti gli aggiornamenti necessari. […]

12 Giugno 2020|IN EVIDENZA|0 Comments

Pensiero negativo ripetitivo: fattore di rischio per la demenza?

A cura di Valentina Saletti   Repetitive negative thinking is associated with amyloid, tau, and cognitive decline Natalie L Marchant, Lise R Lovland, Rebecca Jones, Alexa Pichet Binette , Julie Gonneaud, Eider M Arenaza-Urquijo, Gael Chételat, Sylvia Villeneuve Alzheimer’s & Dementia 2020 Jun 7. doi: 10.1002/alz.12116. Online aheadof print. Un recente studio ha [...]

12 Giugno 2020|News Familiari|0 Comments

L’attivazione della microglia e l’accumulo di proteina tau predicono il declino cognitivo nella malattia di Alzheimer

A cura di Giulia Quattrini Malpetti M, Kievit RA, Passamonti L, Jones PS, Tsvetanov KA, Rittman T, Mak E, Nicastro N, Bevan-Jones WR, Su L, Hong YT, Fryer TD, Aigbirhio FI, O’Brien JT, Rowe JB. Microglial activation and tau burden predict cognitive decline in Alzheimer’s disease. Brain. 2020 May 1;143(5):1588-1602. PMID: 32380523. Taupatia, neuroinfiammazione e neurodegenerazione sono processi centrali nella malattia di Alzheimer (AD). Ognuno di essi ha un ruolo specifico nella progressione clinica della patologia, secondo meccanismi ancora da chiarire. In un lavoro di recente pubblicazione è stato indagato in vivo il loro valore predittivo rispetto al decadimento cognitivo.  […]

11 Giugno 2020|News Medici|0 Comments

Solitudine e burden nei caregiver di persone con Alzheimer

A cura di Anna Mega È oramai noto come coloro che si prendono cura di persone affette da demenza (caregiver) siano soggetti ad un enorme carico sia fisico che emotivo (burden) e possano provare sentimenti di solitudine. Uno studio pubblicato su American Journal of Alzheimer’s Disease & Other Dementias ha indagato tali aspetti in 40 caregiver di persone con malattia di Alzheimer di grado moderato e grave, considerando sia specifiche caratteristiche dei caregiver (es. età, sesso, istruzione, circostanze di vita) che dei pazienti (es. gravità di malattia, sintomi neuropsichiatrici).  […]

11 Giugno 2020|ULTIM'ORA|0 Comments