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Malattia di Alzheimer ereditaria: l’esordio dei sintomi varia per le mutazioni nei geni PSE1 e APP

A cura di Anna Mega La malattia di Alzheimer ereditaria di tipo autosomico dominante (ADAD) è una forma di demenza causata da una mutazione genetica nei geni APP, PSEN1, PSEN2. Il portatore di una mutazione genetica sviluppa generalmente i sintomi della malattia prima dei 60 anni e può trasmetterla a ciascuno dei propri figli con una probabilità del 50%. […]

3 Ottobre 2019|ULTIM'ORA|0 Comments

Studio multi-centrico Amyloid Microbiota Inflammation (A.M.I.)

A cura di Valentina Nicolosi Amyloid Microbiota Inflammation (A.M.I.) è uno studio multi-centrico, coordinato dal nostro laboratorio e finalizzato ad esplorare il collegamento tra malattia di Alzheimer e flora batterica (microbiota) intestinale ed orale. Recenti scoperte mostrano che l’abbondanza di particolari batteri nell’intestino è associata al deposito cerebrale di beta-amiloide, una proteina tossica per il nostro cervello legata allo sviluppo della malattia di Alzheimer. […]

3 Ottobre 2019|IN EVIDENZA|0 Comments

È bello pensare che qualcuno mi stia ascoltando, anziché dirmi ‘stai zitto’

A cura di Ilaria Passeggia Alsawy S., Tai S., McEvoy P., Mansell W. “It’s nice to think somebody’s listening to me instead of saying ‘oh shut up'”. People with dementia reflect on what makes communication good and meaningful. J Psychiatr Ment Health Nurs. 2019 Aug 26. doi: 10.1111/jpm.12559. [Epub ahead of print] I progressivi disturbi a livello cognitivo e linguistico che manifestano le persone affette da demenza potrebbero incidere negativamente anche sulle loro interazioni sociali, sulla relazione con i caregiver (coloro che se ne prendono cura) e, di conseguenza, sul proprio benessere. Identificare quali elementi possano migliorare le modalità comunicative tra pazienti e caregiver permetterebbe di ridurre alcuni rischi di isolamento sociale. […]

19 Settembre 2019|News Familiari|0 Comments

L’associazione tra le proteine β-amiloide e tau in relazione alle patologie cliniche

A cura di Giulia Quattrini Jack CR, Wiste HJ, Botha H, Weigand SD, Therneau TM, Knopman DS, Graff-Radford J, Jones DT, Ferman TJ, Boeve BF, Kantarci K, Lowe VJ, Vemuri P, Mielke MM, Fields JA, Machulda MM, Schwarz CG, Senjem ML, Gunter JL, Petersen RC. The bivariate distribution of amyloid-β and tau: relationship with established neurocognitive clinical syndromes. Brain. 2019 Sep 9.  doi: 10.1093/brain/awz268. [Epub ahead of print] A partire dalla sua prima applicazione, la PET per la proteina β-amiloide (Aβ) è stata ampiamente utilizzata nella ricrea medica applicata campo delle neurodegenerazioni. Similmente, la PET per la proteina tau, seppur di più recente introduzione, ha trovato largo impiego nello studio di varie patologie. […]

19 Settembre 2019|News Medici|0 Comments

Diagnosi precoce della demenza di Alzheimer: lo studio TMS-EEG

A cura di Giulia Quattrini e Valentina Nicolosi Presso il nostro Istituto è in corso uno studio finanziato dal Ministero della Salute (GR-2016-02364132) e in collaborazione con il San Raffaele di Milano sulla diagnosi precoce e sulla progressione della malattia di Alzheimer (AD). L’obiettivo dello studio è trovare nuovi marcatori precoci per la diagnosi di malattia di Alzheimer (AD), analizzando la connettività cerebrale attraverso la tecnica di coregistrazione della stimolazione magnetica transcranica con l’elettroencefalografia (TMS-EEG). Questa tecnica non invasiva è ampiamente utilizzata per testare la connettività effettiva su larga scala ed è promettente per comprendere la progressione della patologia e la sua relazione con gli aspetti clinici. […]

19 Settembre 2019|IN EVIDENZA|0 Comments

Il risultato positivo dello studio Harmony

A cura di Valentina Saletti  L’11 settembre 2019 Acadia Pharmaceuticals Inc ha annunciato l’interruzione della sperimentazione “Harmony” in seguito ad un’analisi dei dati che ha dimostrato che il farmaco sperimentale studiato, la Pimavanserina, ha raggiunto il suo obiettivo primario.  Tale studio, in corso anche presso l’IRCCS – Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia, era rivolto a persone affette da psicosi correlata a demenza. […]

19 Settembre 2019|ULTIM'ORA|0 Comments

Meditazione, attività cerebrale e benessere nell’anziano: nuovo progetto di ricerca

A cura di Cristina Festari e Samantha Galluzzi Stiamo conducendo un nuovo studio di ricerca al fine di valutare se lo sviluppo della consapevolezza (mindfulness), che è la capacità di portare attenzione all’esperienza presente in modo aperto e non giudicante, abbia un’influenza positiva sull’attività del [...]

6 Settembre 2019|IN EVIDENZA|0 Comments

Il ruolo protettivo delle attività cognitivamente stimolanti

A cura di Michela Rampini Krell-Roesch J, Syrjanen JA, Vassilaki M, Machulda MM, Mielke MM, Knopman DS, Kremers WK, Petersen RC, Geda YE. Quantity and quality of mental activities and the risk of incident mild cognitive impairment. Neurology. 2019 Aug 6;93(6):e548-e558. Come è noto, la demenza e il decadimento cognitivo sono causati da una molteplicità di fattori modificabili (come lo stile di vita) e non modificabili (come i fattori genetici). Data l’attuale assenza di trattamenti risolutivi per la cura della malattia di Alzheimer, vi è un crescente interesse scientifico verso lo studio degli stili di vita nel contesto dell’invecchiamento cerebrale volto all’identificazione di potenziali strategie preventive. […]

5 Settembre 2019|News Familiari|0 Comments

L’influenza della riserva cognitiva sulla progressione clinica della demenza

A cura di Monica Almici van Loenhoud AC, van der Flier WM, Wink AM, Dicks E, Groot C, Twisk J, Barkhof F, Scheltens P, Ossenkoppele R; Alzheimer’s Disease Neuroimaging Initiative. Cognitive reserve and clinical progression in Alzheimer disease. A paradoxical relationship Neurology. 2019 Jul 23;93(4):e334-e346. L’idea di senso comune che la personale riserva cognitiva (RC) sia un fattore di resilienza, capace sia di attenuare gli effetti di danni e lesioni cerebrali, sia di ritardare lo sviluppo delle demenze, ha sollevato negli ultimi anni l’interesse della comunità scientifica. […]

5 Settembre 2019|News Medici|0 Comments

Impegno sociale, performance cognitiva e rischio di demenza

A cura di Cristina Festari Trascorrere del tempo impegnati in attività socialmente utili produce benefici diretti e indiretti alla salute. Infatti, questo tipo di attività promuove comportamenti salutari, riduce lo stress psicologico e fisiologico e aiuta a preservare la funzione cognitiva, contribuendo ad aumentare la stimolazione mentale. […]

5 Settembre 2019|ULTIM'ORA|0 Comments