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Organizzazione Mondiale della Sanità: linee guida per ridurre il rischio di demenza

A cura di Valentina Saletti L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha recentemente pubblicato le nuove linee guida per la riduzione del rischio di demenza. La demenza sta diventando sempre più un problema di salute pubblica e riguarda approssimativamente 50 milioni di persone in tutto il mondo. Secondo l’OMS è possibile ridurne il rischio attraverso uno stile di vita sano. […]

13 Giugno 2019|ULTIM'ORA|0 Comments

Una casa “a misura di demenza”

A cura di Michela Rampini Making Homes More Dementia-Friendly through the Use of Aids and Adaptations Evans S, Waller S, Bray J, Atkinson T. Healthcare. 2019, 7, 43; doi:10.3390/healthcare70100043 Una risposta al progressivo aumento dei casi di malattie legate all’invecchiamento della popolazione (come le demenze) è lo sviluppo di comunità “a misura di anziani” basate sull’assunto che “l’ambiente fisico e sociale sono fattori determinanti per consentire alle persone di vivere in autonomia e indipendenza anche gli anni della vecchiaia” (Organizzazione Mondiale della Sanità, 2006). Nel mondo, dal 1980 al 2017 il numero delle persone con più di 60 anni è quasi triplicato passando da circa 382 a 962 milioni. In un recente studio inglese, l’85% delle persone anziane intervistate ha dichiarato che, se ricevesse una diagnosi di demenza, vorrebbe continuare a vivere nella propria casa il più a lungo possibile. […]

30 Maggio 2019|News Familiari|0 Comments

La realtà virtuale per individuare i pazienti con decadimento cognitivo lieve ad elevato rischio di sviluppare demenza

A cura di Giulia Quattrini Howett D, Castegnaro A, Krzywicka K, Hagman J, Marchment D, Henson R, Rio M, King JA, Burgess N, Chan D. Differentiation of mild cognitive impairment using an entorhinal cortex-based test of virtual reality navigation. Brain. 2019 Jun 1;142(6):1751-1766 Nelle fasi iniziali della Malattia di Alzheimer (AD) è possibile osservare la degenerazione di una parte della corteccia prossima all’ippocampo, nota come corteccia entorinale (CE). In particolare, la diffusione della proteina tau patologica all’interno del circuito entorinale-ippocampale precede quella a livello neocorticale. La CE e l’ippocampo, inoltre, sono implicati nell’orientamento spaziale e nella navigazione, funzioni che risultano compromesse nei pazienti AD. […]

30 Maggio 2019|News Medici|0 Comments

Quanto intensa deve essere l’attività fisica per ridurre il rischio di demenza?

A cura di Anna Mega È noto come svolgere regolarmente attività fisica decrementi il rischio di demenza. Non è tuttavia chiaro quale sia il livello di attività ottimale per prevenire tale rischio. Ad indagarlo è stato uno studio pubblicato su JAMA Network Open che ha rapportato la “dose” di attività fisica giornaliera al volume cerebrale totale. […]

30 Maggio 2019|ULTIM'ORA|0 Comments

Incontro informativo: malattia di Alzheimer e opportunità di prevenzione

A cura di Valentina Saletti Nella ricerca sulla malattia di Alzheimer, come abbiamo ribadito già diverse volte, sta diventando sempre più importante agire sulla prevenzione. Questo perché l’accumulo di proteine tossiche nel cervello, coinvolte nello sviluppo della malattia, inizia molti anni prima della manifestazione dei sintomi. La ricerca scientifica, quindi, sta cercando sempre più di coinvolgere soggetti sani senza diagnosi di deficit cognitivo, ma potenzialmente a rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. L’Unità di Neuroimmagine e Epidemiologia Alzheimer è attiva nell’organizzazione di incontri volti alla sensibilizzazione della popolazione su questo tema. A tale proposito, GIOVEDÌ 6 GIUGNO alle ORE 10:00, presso la Sala Teatro dell’IRCCS Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia, la dott.ssa Samantha Galluzzi, medico ricercatore, specialista in Geriatria e Gerontologia, farà luce su quelle che sono le nuove sfide della ricerca. […]

30 Maggio 2019|IN EVIDENZA|0 Comments

Sintomi comportamentali associati a demenza: lo studio HARMONY

A cura di Sara Gipponi La demenza è una sindrome caratterizzata principalmente dal declino delle funzioni cognitive ma può presentare una varietà di altre manifestazioni di tipo psicotico come allucinazioni (vedere o sentire delle cose che non esistono) o deliri (credere a cose che non [...]

17 Maggio 2019|IN EVIDENZA|0 Comments

Sarà possibile diagnosticare precocemente la malattia di Alzheimer tramite un videogioco?

A cura di Evita Tomasoni Toward personalized cognitive diagnostics of at-genetic-risk Alzheimer’s disease Coughlan G, Coutrot A, Khondoker M, Minihane AM, Spiers H, Hornberger M. Proc Natl Acad Sci U S A. 2019 May 7;116(19):9285-9292 L’attuale diagnosi della malattia di Alzheimer (AD) è basata principalmente sulla valutazione delle abilità di memoria. Prove recenti suggeriscono che si possono verificare cambiamenti nelle abilità di orientamento spaziale ancora prima che si sviluppino i problemi di memoria. Le abilità di orientamento nello spazio sembrano quindi essere un fattore critico emergente nell’identificazione precoce della AD. Un gruppo internazionale di ricercatori ha ideato nel 2015 un videogioco di realtà virtuale, Sea Hero Quest AR, con l’obiettivo di verificare se tramite questa app fosse possibile cogliere difficoltà di orientamento spaziale, che potrebbero essere un precoce indicatore di malattia. […]

17 Maggio 2019|News Familiari|0 Comments

Un lavoro di squadra per definire la Limbic-predominant age-related TDP-43 encephalopathy (LATE)

A cura di Monica Almici Limbic-predominant age-related TDP-43 encephalopathy (LATE): consensus working group report. Nelson PT, Dickson DW, Trojanowski JQ, Jack CR, Boyle PA, Arfanakis K, Rademakers R, Alafuzoff I, Attems J, Brayne C, Coyle-Gilchrist ITS, Chui HC, Fardo DW1, Flanagan ME, Halliday G, Hokkanen SRK, Hunter S, Jicha GA, Katsumata Y1, Kawas CH13, Keene CD, Kovacs GG, Kukull WA, Levey AI, Makkinejad N, Montine TJ, Murayama S, Murray ME, Nag S, Rissman RA, Seeley WW, Sperling RA, White Iii CL, Yu L, Schneider JA. Brain. 2019 Apr 30. pii: awz099. doi: 10.1093/brain/awz099. [Epub ahead of print] L’encefalopatia primaria TDP-43 correlata all’età prevalentemente limbica (Limbic-predominant Age-related Encephalopathy, a cui ci si riferisce utilizzando l’acronimo LATE) è stata descritta già a partire dai primi anni ‘90, ma non vi era sino ad ora accordo sulla sua definizione né tantomeno circa una sua possibile stadiazione. Un team internazionale di esperti nei processi cerebrali nell’invecchiamento ha cercato di fare chiarezza su questa entità neuropatologica, analizzando la letteratura scientifica in cui la LATE veniva studiata tramite esami autoptici, di imaging e genetici. […]

17 Maggio 2019|News Medici|0 Comments

G.B. Frisoni tra i massimi esperti mondiali di Alzheimer

Expertscape, l’agenzia di rating americana che individua i maggiori esperti internazionali in ambito sanitario, ha recentemente reso pubbliche le proprie classifiche annuali. Gli algoritmi sviluppati da Expertscape individuano le personalità più influenti in moltissime discipline mediche, considerando il numero e la qualità delle pubblicazioni scientifiche indicizzate nel database MEDLINE nell’ultimo decennio. Grazie alle sue ricerche riguardanti la malattia di Alzheimer e pubblicate in circa 600 articoli scientifici, il Prof. Frisoni, già direttore scientifico dell’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, ora direttore della memory clinic di Ginevra, è stato indicato come primo esperto nazionale e quarto esperto a livello mondiale nell’ambito della malattia di Alzheimer. […]

17 Maggio 2019|ULTIM'ORA|0 Comments

Essere sinceri o mentire, questo è il dilemma!

A cura di Sara Gipponi Telling a “good or white lie”: The views of people living with dementia and their carers. Casey D, Lynch U, Murphy K, Cooney A, Gannon M, Houghton C, Hunter A, Jordan F, Smyth S, Felzman H, Meskel P. Dementia (London). 2019 Feb 25:1471301219831525. doi: 10.1177/1471301219831525. [Epub ahead of print]. Si stima che attualmente nel mondo 50 milioni di persone soffrano di demenza e che tale cifra sia destinata ad aumentare fino a raggiungere i 152 milioni entro il 2050. Con il progredire della malattia, la percezione della realtà del malato può confondersi con i ricordi di un periodo precedente della sua vita e questi ricordi possono diventare la realtà odierna della persona. Pertanto, un sintomo comune delle persone che hanno problemi di memoria o demenza è il chiedere spesso dei loro cari che sono già morti o il fare affermazioni non corrette. In queste situazioni chi si prende cura di loro (caregiver) si trova ad affrontare un dilemma: correggere il malato dicendo la verità o dire una bugia e dargli corda rispetto alle sue convinzioni non veritiere? […]

2 Maggio 2019|News Familiari|0 Comments