A cura di Martina Barbi

Sociodemographic traits as early indicators of AD, FTD, and VaD up to 10 years before diagnosis.
Kivisild, A., Rinnankoski, I., Aaltonen, M., Aho, K., Heikkinen, S., Lehtonen, A., Leppänen, L., Soppela, H., Tervonen, L., Ervasti, K., Hartikainen, P., Haapasalo, A., Katisko, K., Krüger, J., & Solje, E.
Alzheimer’s Dement. 2025 Sep 21: e70616. https://doi.org/10.1002/alz.70616.

Uno studio finlandese pubblicato di recente su Alzheimer’s & Dementia ha indagato il potere predittivo dei fattori socio-demografici (ad esempio, occupazione, scolarità e stato civile), fino a 10 anni prima della diagnosi di demenza. Unendo i registri nazionali con quelli clinici di due memory clinic, i ricercatori hanno selezionato i dati di 2257 persone con diagnosi di demenza di Alzheimer (AD), demenza frontotemporale (FTD), demenza vascolare (VaD) e demenza mista (AD+VaD), e confrontato con quelli di circa 20000 persone senza disturbi cognitivi. 

Dall’analisi dei dati raccolti in tre diversi periodi (10 e 5 anni prima della diagnosi e nell’anno della diagnosi) è emerso che i pazienti mostravano tassi occupazionali inferiori dei controlli già 10 anni prima della diagnosi.  In particolare, le persone con FTD e VaD a esordio precoce avevano tassi di occupazione significativamente inferiori rispetto ai controlli. I pazienti inoltre erano più frequentemente non coniugati (single o vedovo); in particolare, la percentuale di individui sposati era inferiore nei gruppi VaD rispetto ai controlli, mentre lo stato civile single era più comune soprattutto nelle donne con AD a esordio precoce. Si è osservato infine un minore tasso di scolarità in VaD e AD+VaD.

In sintesi, differenze in alcune caratteristiche sociodemografiche si configurano come possibili marker sociali preclinici. In linea con la letteratura, viene confermata l’associazione tra demenza e fattori socio-demografici, come istruzione (riserva cognitiva) e stato civile (correlato a depressione o isolamento). Pur con i limiti del disegno osservazionale e del contesto finlandese, emerge l’importanza dell’includere variabili sociali nei modelli di rischio e nelle strategie di prevenzione della demenza.

Per approfondire, è possibile consultare lo studio completo al seguente link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40990183/