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Correlazione tra i depositi di amiloide e le lesioni della sostanza bianca in soggetti cognitivamente sani

A cura di Giulia Quattrini Caballero MÁA, Song Z, Rubinski A, Duering M, Dichgans M, Park DC, Ewers M. Age-dependent amyloid deposition is associated with white matter alterations in cognitively normal adults during the adult life span. Alzheimers Dement. 2020 Mar 8. doi: 10.1002/alz.12062. Epub ahead of print. PMID: 32147939. Le lesioni della sostanza bianca (WML) sono comuni nella malattia di Alzheimer (AD) ed alcuni studi ne supportano il ruolo nei processi patologici alla base del disturbo.  Le WML sono generalmente localizzate nelle aree parietali posteriori e, nella variante genetica dell’AD,  sono individuabili 5-10 anni prima dell’insorgenza della patologia. Tali evidenze suggeriscono che le WML potrebbero essere visibili in specifiche aree cerebrali anche nella fase pre-clinica dell’AD. […]

23 Marzo 2020|News Medici|0 Comments

Un decalogo per i caregiver per la gestione dell’emergenza Coronavirus

A cura di Valentina Nicolosi Le malattie neurodegenerative e le demenze hanno importanti conseguenze emotive sui pazienti e sui loro familiari, che spesso vivono una sensazione di isolamento e di abbandono. In un momento di emergenza come questo, in cui tutta la popolazione è vincolata a rimanere a casa per contenere il contagio, è facile immaginare come tale sensazione possa essere amplificata. […]

23 Marzo 2020|ULTIM'ORA|0 Comments

EPAD: uno studio europeo di prevenzione della malattia di Alzheimer

A cura di Anna Mega e Valentina Saletti È attualmente attivo presso il nostro Centro lo studio EPAD (“European Prevention Alzheimer’s disease”), una importante iniziativa europea il cui fine è quello di comprendere meglio le fasi di sviluppo della malattia di Alzheimer e creare una coorte di persone disponibili a partecipare a studi sperimentali mirati alla sua prevenzione. […]

23 Marzo 2020|IN EVIDENZA|0 Comments

Flavonoli per prevenire l’Alzheimer?

A cura di Monica Almici Holland TM, Agarwal P, Wang Y, Leurgans SE, Bennett DA, Booth SL, Morris MC. Dietary flavonols and risk of Alzheimer dementia. Neurology 2020; 94 (1-8). PMID: 31996451. “Senza fosforo non c’è pensiero”, affermava nel 1850 il medico e fisiologo olandese Jakob Moleschott nel suo “Trattato dell’alimentazione per il popolo”. Da allora iniziò a diffondersi l’idea secondo cui ciò che mangiamo avrebbe effetto sulla nostra mente. Si diffusero numerosi studi sull’importanza della dieta per la salute, anche allo scopo di comprendere se l’alimentazione potesse rappresentare un fattore protettivo nei confronti di alcune malattie legate all’invecchiamento.  […]

5 Marzo 2020|News Familiari|0 Comments

È possibile predire il declino cognitivo utilizzando l’Intelligenza Artificiale?

A cura di Monica Almici Graham SA, Lee EE, Jeste DV, Van Patten R, Twamley EW, Nebeker C, Yamada Y, Kim HC, Depp CA. Artificial intelligence approaches to predicting and detecting cognitive decline in older adults: A conceptual review. Psychiatry Res. 2020 Feb;284:112732. L’Intelligenza Artificiale (AI) permea tantissimi campi del sapere e dell’agire umano. Una recente revisione della letteratura ha indagato quanto l’AI sia utilizzata in ambito medico al fine di identificare i deficit cognitivi in età geriatrica, dare loro una chiara etichetta diagnostica e definirne la prognosi.  […]

5 Marzo 2020|News Medici|0 Comments

L’incidenza di demenza è maggiore negli anziani con scarsa acuità visiva

A cura di Anna Mega Sebbene sia noto come la scarsa acuità visiva sia associata ad un maggior rischio di demenza, sono scarsi gli studi che hanno indagato longitudinalmente questa relazione escludendo l’influenza di altri potenziali fattori di rischio, come i fattori demografici (es. età, sesso, istruzione), condizioni mediche (es. rischio cardiovascolare, depressione), stile di vita (es. dieta, esercizio fisico). […]

5 Marzo 2020|ULTIM'ORA|0 Comments

Un trattamento con stimolazione magnetica innovativo e personalizzato per la demenza di Alzheimer

A cura di Marco Esposito Presso il nostro Istituto è in corso uno studio finanziato dal Ministero della Salute (GR-2016-02364718) in collaborazione con la Fondazione Santa Lucia di Roma su un nuovo approccio di stimolazione cerebrale non invasiva nella malattia di Alzheimer. Questa ricerca ha lo scopo di valutare l’efficacia di due protocolli di trattamento che usano la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS) in pazienti con demenza di Alzheimer. […]

5 Marzo 2020|IN EVIDENZA|0 Comments

Tempo libero, apertura a nuove esperienze e declino cognitivo

A cura di Valentina Saletti Ihle A, Zuber S, Gouveia ÉR, Gouveia BR, Mella N, Desrichard O, Cullati S, Oris M, Maurer J, Kliegel M. Cognitive Reserve Mediates the Relation between Openness to Experience and Smaller Decline in Executive Functioning. Dement Geriatr Cogn Disord. 2019;48(1-2):39-44.  Un’adeguata stimolazione a livello cognitivo, ad esempio attraverso il coinvolgimento in attività piacevoli e di svago nel tempo libero, rappresenta uno dei fattori rilevanti nel preservare il funzionamento cognitivo durante l’invecchiamento. I dati raccolti da diversi studi suggeriscono che le persone altamente disposte a mettersi in gioco in nuove esperienze si impegnano più frequentemente in occupazioni stimolanti che forniscono opportunità di apprendimento e ciò, a sua volta, è utile a migliorare le loro prestazioni cognitive. […]

27 Febbraio 2020|News Familiari|0 Comments

Correlazione tra i livelli plasmatici di proteina tau e l’atrofia del “basal forebrain” in soggetti a rischio per la malattia di Alzheimer

A cura di Giulia Quattrini Cavedo E, Lista S, Houot M, Vergallo A, Grothe MJ, Teipel S, Zetterberg H, Blennow K, Habert MO, Potier MC, Dubois B, Hampel H; INSIGHT-preAD Study Group and the Alzheimer Precision Medicine Initiative. Plasma tau correlates with basal forebrain atrophy rates in people at risk for Alzheimer disease. Neurology. 2020 Jan 7;94(1):e30-e41. Il sistema colinergico del basal forebrain (BFCS) è una struttura colpita dalla malattia di Alzheimer (AD). In particolare, il danno neuronale indotto dalla presenza della proteina tau a livello del nucleo basale del Meynert (NBM) è stato descritto come una delle prime manifestazioni patofisiologiche dell’AD. Ulteriori evidenze suggeriscono che le alterazioni del sistema colinergico a livello del NBM sono specificatamente associate a taupatia. Infine, è stato sufficientemente dimostrato che il declino cognitivo è legato ad alterazioni del BFCS da a taupatia già prima della formazione dei grovigli neurofibrillari.  […]

27 Febbraio 2020|News Medici|0 Comments

L’istruzione dopo i 50 anni è un fattore di protezione contro l’espressione dei sintomi della demenza

A cura di Cristina Festari Negli ultimi decenni è stato dimostrato che l’istruzione, insieme all’occupazione lavorativa e alle attività cognitivamente stimolanti (quali l’apprendimento di una lingua, la lettura o l’enigmistica) contribuiscano ad accrescere la “riserva cognitiva”, cioè la capacità di ottimizzare o massimizzare le prestazioni attraverso il reclutamento differenziale di reti cerebrali. Si ritiene che una riserva cognitiva alta permetta di mantenere e preservare un comportamento funzionalmente adeguato durante l’invecchiamento, proteggendo dalla demenza.  […]

27 Febbraio 2020|ULTIM'ORA|0 Comments