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L’incidenza di demenza è maggiore negli anziani con scarsa acuità visiva

A cura di Anna Mega Sebbene sia noto come la scarsa acuità visiva sia associata ad un maggior rischio di demenza, sono scarsi gli studi che hanno indagato longitudinalmente questa relazione escludendo l’influenza di altri potenziali fattori di rischio, come i fattori demografici (es. età, sesso, istruzione), condizioni mediche (es. rischio cardiovascolare, depressione), stile di vita (es. dieta, esercizio fisico). […]

5 Marzo 2020|ULTIM'ORA|0 Comments

Un trattamento con stimolazione magnetica innovativo e personalizzato per la demenza di Alzheimer

A cura di Marco Esposito Presso il nostro Istituto è in corso uno studio finanziato dal Ministero della Salute (GR-2016-02364718) in collaborazione con la Fondazione Santa Lucia di Roma su un nuovo approccio di stimolazione cerebrale non invasiva nella malattia di Alzheimer. Questa ricerca ha lo scopo di valutare l’efficacia di due protocolli di trattamento che usano la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS) in pazienti con demenza di Alzheimer. […]

5 Marzo 2020|IN EVIDENZA|0 Comments

Tempo libero, apertura a nuove esperienze e declino cognitivo

A cura di Valentina Saletti Ihle A, Zuber S, Gouveia ÉR, Gouveia BR, Mella N, Desrichard O, Cullati S, Oris M, Maurer J, Kliegel M. Cognitive Reserve Mediates the Relation between Openness to Experience and Smaller Decline in Executive Functioning. Dement Geriatr Cogn Disord. 2019;48(1-2):39-44.  Un’adeguata stimolazione a livello cognitivo, ad esempio attraverso il coinvolgimento in attività piacevoli e di svago nel tempo libero, rappresenta uno dei fattori rilevanti nel preservare il funzionamento cognitivo durante l’invecchiamento. I dati raccolti da diversi studi suggeriscono che le persone altamente disposte a mettersi in gioco in nuove esperienze si impegnano più frequentemente in occupazioni stimolanti che forniscono opportunità di apprendimento e ciò, a sua volta, è utile a migliorare le loro prestazioni cognitive. […]

27 Febbraio 2020|News Familiari|0 Comments

Correlazione tra i livelli plasmatici di proteina tau e l’atrofia del “basal forebrain” in soggetti a rischio per la malattia di Alzheimer

A cura di Giulia Quattrini Cavedo E, Lista S, Houot M, Vergallo A, Grothe MJ, Teipel S, Zetterberg H, Blennow K, Habert MO, Potier MC, Dubois B, Hampel H; INSIGHT-preAD Study Group and the Alzheimer Precision Medicine Initiative. Plasma tau correlates with basal forebrain atrophy rates in people at risk for Alzheimer disease. Neurology. 2020 Jan 7;94(1):e30-e41. Il sistema colinergico del basal forebrain (BFCS) è una struttura colpita dalla malattia di Alzheimer (AD). In particolare, il danno neuronale indotto dalla presenza della proteina tau a livello del nucleo basale del Meynert (NBM) è stato descritto come una delle prime manifestazioni patofisiologiche dell’AD. Ulteriori evidenze suggeriscono che le alterazioni del sistema colinergico a livello del NBM sono specificatamente associate a taupatia. Infine, è stato sufficientemente dimostrato che il declino cognitivo è legato ad alterazioni del BFCS da a taupatia già prima della formazione dei grovigli neurofibrillari.  […]

27 Febbraio 2020|News Medici|0 Comments

L’istruzione dopo i 50 anni è un fattore di protezione contro l’espressione dei sintomi della demenza

A cura di Cristina Festari Negli ultimi decenni è stato dimostrato che l’istruzione, insieme all’occupazione lavorativa e alle attività cognitivamente stimolanti (quali l’apprendimento di una lingua, la lettura o l’enigmistica) contribuiscano ad accrescere la “riserva cognitiva”, cioè la capacità di ottimizzare o massimizzare le prestazioni attraverso il reclutamento differenziale di reti cerebrali. Si ritiene che una riserva cognitiva alta permetta di mantenere e preservare un comportamento funzionalmente adeguato durante l’invecchiamento, proteggendo dalla demenza.  […]

27 Febbraio 2020|ULTIM'ORA|0 Comments

Diagnosi precoce della demenza di Alzheimer: lo studio TMS-EEG

A cura di Giulia Quattrini e Valentina Nicolosi Presso il nostro Istituto è in corso uno studio finanziato dal Ministero della Salute (GR-2016-02364132) e in collaborazione con il San Raffaele di Milano sulla diagnosi precoce e sulla progressione della malattia di Alzheimer (AD). L’obiettivo dello studio è trovare nuovi marcatori precoci per la diagnosi di malattia di Alzheimer (AD), analizzando la connettività cerebrale attraverso la tecnica di coregistrazione della stimolazione magnetica transcranica con l’elettroencefalografia (TMS-EEG). […]

27 Febbraio 2020|IN EVIDENZA|0 Comments

Affetti positivi e “carico” dei caregiver

A cura di Evita Tomasoni Kawano Y, Terada S, Takenoshita S, Hayashi S, Oshima Y, Miki T, Yokota O, Yamada N. Patient affect and caregiver burden in dementia. Psychogeriatrics. 2019 Nov 7. doi: 10.1111/psyg.12487. [Epub ahead of print] La cura delle persone affette da demenza è un compito molto impegnativo e spesso viene affrontato dai familiari del malato. In genere, all’interno della famiglia si ritrova un caregiver principale, ovvero colui che in prima persona si fa carico della gestione del paziente, sia sul piano pratico-organizzativo che su quello emotivo. Alleggerire il peso che grava su questa figura cardine nella cura è diventato un obiettivo primario di salute pubblica. […]

7 Febbraio 2020|News Familiari|0 Comments

Effetti del ripristino del microbiota intestinale sulla patogenesi della Malattia di Alzheimer

A cura di Monica Almici Transfer of a healthy microbiota reduces amyloid and tau pathology in an Alzheimer’s disease animal model. Kim MS, Kim Y, Choi H, Kim W, Park S, Lee D, Kim DK, Kim HJ, Choi H, Hyun DW, Lee JY, Choi EY, Lee DS, Bae JW, Mook-Jung I. Gut. 2020 Feb;69(2):283-294. Nel corso della malattia di Alzheimer si osservano processi di infiammazione a livello cerebrale. Vista l’influenza del microbiota intestinale sullo sviluppo cerebrale e sulle funzioni cognitive, è ragionevole ipotizzare che questi cambiamenti possano avere un legame con le alterazioni nella composizione del microbiota stesso, recentemente osservate sia nei modelli animali che negli umani con malattia di Alzheimer. […]

7 Febbraio 2020|News Medici|0 Comments

Meditazione, attività cerebrale e benessere nell’anziano: nuovo progetto di ricerca

A cura di Cristina Festari e Samantha Galluzzi Stiamo conducendo un nuovo studio di ricerca al fine di valutare se lo sviluppo della consapevolezza (mindfulness), che è la capacità di portare attenzione all’esperienza presente in modo aperto e non giudicante, abbia un’influenza positiva sull’attività del cervello e sul benessere cognitivo e psicologico dell’anziano. […]

7 Febbraio 2020|IN EVIDENZA|0 Comments

Intervista al Prof. Frisoni e alla Prof. Di Luca sulla Malattia di Alzheimer: obiettivi e sfide della ricerca

A cura di Valentina Saletti In un’intervista della giornalista Sonja Riva per la RSI (radiotelevisione svizzera), il Prof. Giovanni B. Frisoni, neurologo, direttore della Clinica della Memoria di Ginevra e responsabile dell’Unità di Neuroimmagine e Epidemiologia Alzheimer dell’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia e la Prof. Monica Di Luca, ordinario di farmacologia all’Università di Milano La Statale, presidente di European Brain Council e vicepresidente di Airalzh onlus, hanno parlato in modo chiaro ed esaustivo della malattia di Alzheimer e delle principali sfide della ricerca, partendo dalla definizione della stessa. […]

7 Febbraio 2020|ULTIM'ORA|0 Comments