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L’associazione tra le proteine β-amiloide e tau in relazione alle patologie cliniche

A cura di Giulia Quattrini Jack CR, Wiste HJ, Botha H, Weigand SD, Therneau TM, Knopman DS, Graff-Radford J, Jones DT, Ferman TJ, Boeve BF, Kantarci K, Lowe VJ, Vemuri P, Mielke MM, Fields JA, Machulda MM, Schwarz CG, Senjem ML, Gunter JL, Petersen RC. The bivariate distribution of amyloid-β and tau: relationship with established neurocognitive clinical syndromes. Brain. 2019 Sep 9.  doi: 10.1093/brain/awz268. [Epub ahead of print] A partire dalla sua prima applicazione, la PET per la proteina β-amiloide (Aβ) è stata ampiamente utilizzata nella ricrea medica applicata campo delle neurodegenerazioni. Similmente, la PET per la proteina tau, seppur di più recente introduzione, ha trovato largo impiego nello studio di varie patologie. […]

19 Settembre 2019|News Medici|0 Comments

Diagnosi precoce della demenza di Alzheimer: lo studio TMS-EEG

A cura di Giulia Quattrini e Valentina Nicolosi Presso il nostro Istituto è in corso uno studio finanziato dal Ministero della Salute (GR-2016-02364132) e in collaborazione con il San Raffaele di Milano sulla diagnosi precoce e sulla progressione della malattia di Alzheimer (AD). L’obiettivo dello studio è trovare nuovi marcatori precoci per la diagnosi di malattia di Alzheimer (AD), analizzando la connettività cerebrale attraverso la tecnica di coregistrazione della stimolazione magnetica transcranica con l’elettroencefalografia (TMS-EEG). Questa tecnica non invasiva è ampiamente utilizzata per testare la connettività effettiva su larga scala ed è promettente per comprendere la progressione della patologia e la sua relazione con gli aspetti clinici. […]

19 Settembre 2019|IN EVIDENZA|0 Comments

Il risultato positivo dello studio Harmony

A cura di Valentina Saletti  L’11 settembre 2019 Acadia Pharmaceuticals Inc ha annunciato l’interruzione della sperimentazione “Harmony” in seguito ad un’analisi dei dati che ha dimostrato che il farmaco sperimentale studiato, la Pimavanserina, ha raggiunto il suo obiettivo primario.  Tale studio, in corso anche presso l’IRCCS – Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia, era rivolto a persone affette da psicosi correlata a demenza. […]

19 Settembre 2019|ULTIM'ORA|0 Comments

Meditazione, attività cerebrale e benessere nell’anziano: nuovo progetto di ricerca

A cura di Cristina Festari e Samantha Galluzzi Stiamo conducendo un nuovo studio di ricerca al fine di valutare se lo sviluppo della consapevolezza (mindfulness), che è la capacità di portare attenzione all’esperienza presente in modo aperto e non giudicante, abbia un’influenza positiva sull’attività del [...]

6 Settembre 2019|IN EVIDENZA|0 Comments

Il ruolo protettivo delle attività cognitivamente stimolanti

A cura di Michela Rampini Krell-Roesch J, Syrjanen JA, Vassilaki M, Machulda MM, Mielke MM, Knopman DS, Kremers WK, Petersen RC, Geda YE. Quantity and quality of mental activities and the risk of incident mild cognitive impairment. Neurology. 2019 Aug 6;93(6):e548-e558. Come è noto, la demenza e il decadimento cognitivo sono causati da una molteplicità di fattori modificabili (come lo stile di vita) e non modificabili (come i fattori genetici). Data l’attuale assenza di trattamenti risolutivi per la cura della malattia di Alzheimer, vi è un crescente interesse scientifico verso lo studio degli stili di vita nel contesto dell’invecchiamento cerebrale volto all’identificazione di potenziali strategie preventive. […]

5 Settembre 2019|News Familiari|0 Comments

L’influenza della riserva cognitiva sulla progressione clinica della demenza

A cura di Monica Almici van Loenhoud AC, van der Flier WM, Wink AM, Dicks E, Groot C, Twisk J, Barkhof F, Scheltens P, Ossenkoppele R; Alzheimer’s Disease Neuroimaging Initiative. Cognitive reserve and clinical progression in Alzheimer disease. A paradoxical relationship Neurology. 2019 Jul 23;93(4):e334-e346. L’idea di senso comune che la personale riserva cognitiva (RC) sia un fattore di resilienza, capace sia di attenuare gli effetti di danni e lesioni cerebrali, sia di ritardare lo sviluppo delle demenze, ha sollevato negli ultimi anni l’interesse della comunità scientifica. […]

5 Settembre 2019|News Medici|0 Comments

Impegno sociale, performance cognitiva e rischio di demenza

A cura di Cristina Festari Trascorrere del tempo impegnati in attività socialmente utili produce benefici diretti e indiretti alla salute. Infatti, questo tipo di attività promuove comportamenti salutari, riduce lo stress psicologico e fisiologico e aiuta a preservare la funzione cognitiva, contribuendo ad aumentare la stimolazione mentale. […]

5 Settembre 2019|ULTIM'ORA|0 Comments

Buone vacanze dal Centro Alzheimer!

A cura di Valentina Nicolosi Carissimi lettori, quella di oggi è l’ultima newsletter prima della pausa estiva della nostra redazione. Torneremo con nuove notizie e aggiornamenti a partire da giovedì 5 Settembre. […]

25 Luglio 2019|IN EVIDENZA|0 Comments

Creare una playlist di musica personale aiuta a trattare la demenza

A cura di Evita Tomasoni Creating a personal music playlist to help treat dementia. Ranscombe P. Lancet Neurol. 2019 Jun 7doi: 10.1016/S1474-4422(19)30186-3 È stato recentemente riportato sulla prestigiosa rivista internazionale The Lancet Neurology un interessante discorso, tenuto lo scorso aprile al Festival della Scienza di Edimburgo, sulla relazione tra demenza e musica e sulla possibilità di utilizzare quest’ultima come intervento non-farmacologico. Durante la conferenza sono state mostrate immagini di scansioni cerebrali per spiegare che l’ascolto della musica attiva diverse aree del cervello, incluse le aree non colpite dalla demenza. […]

25 Luglio 2019|News Familiari|0 Comments

Un sistema per la definizione degli stadi dell’accumulo di proteina β-amiloide

A cura di Giulia Quattrini Staging β-Amyloid Pathology With Amyloid Positron Emission Tomography. Mattsson N, Palmqvist S, Stomrud E, Vogel J, Hansson O. JAMA Neurol. 2019 Jul 17. doi: 10.1001/jamaneurol.2019.2214. L’accumulo di proteina β-amiloide (Aβ), una delle principali caratteristiche patofisiologiche della malattia di Alzheimer (AD), precede nel tempo l’insorgenza della sintomatologia cognitiva e interessa progressivamente aree cerebrali diverse. Un gruppo di ricercatori ha condotto uno studio longitudinale per identificare gli stadi attraverso i quali si evolve la patologia amiloide. […]

25 Luglio 2019|News Medici|0 Comments