E se facessimo più attenzione?
A cura di Daniele Orlandi La memoria è una funzione cognitiva di grande importanza per l’essere umano. Molti fattori possono modificare la sua efficienza e garantirci un corretto recupero del ricordo. […]
A cura di Daniele Orlandi La memoria è una funzione cognitiva di grande importanza per l’essere umano. Molti fattori possono modificare la sua efficienza e garantirci un corretto recupero del ricordo. […]
A cura di Enrica Cavedo Oggi, 28 Aprile, alle ore 20.30, presso la Sala Consiliare del Comune di Gavirate, si terrà l'incontro "Facciamo il punto - Le nuove frontiere della ricerca sulla malattia di Alzheimer". All'incontro parteciperanno le dottoresse Enrica Cavedo, Michela Pievani e Samantha [...]
A cura di Anna Mega Ai sintomi della malattia di Alzheimer (AD) si associano di frequente anche sintomi depressivi (es. apatia, irritabilità), i quali comportano un peggioramento della qualità di vita sia per la persona malata che per chi se ne prende cura (caregiver). […]
A cura di Valentina Nicolosi Bere quotidianamente una tazza di caffè o di tè aiuta a prevenire l’insorgere di demenza? Un recente studio statunitense ha dimostrato che l’assunzione di caffeina stimola la produzione di un enzima neuroprotettivo carente in diverse malattie neurodegenerative: la Nicotinamide Mononucleotide Adenylyl Transferasi 2 (NMNAT2). […]
A cura di Daniele Orlandi La malattia di Alzheimer è tristemente nota per le sue conseguenze sulla memoria. L’incapacità nel ricordare eventi, nomi ed esperienze si protrae lungo tutta la durata della malattia riducendo la qualità della vita di tutta la famiglia. […]
A cura di Anna Mega Gli autori di uno studio pubblicato su Neurobiology of Aging hanno analizzato i dati clinici e di neuroimmagine di un gruppo omogeneo di pazienti con malattia di Alzheimer in fase lieve, sia ad esordio precoce (EOAD) che tardivo (LOAD); ciò, al fine di osservare le differenze nel pattern di atrofia e di ipometabolismo cerebrale in relazione all’età di insorgenza dei sintomi. […]
A cura di Cristina Festari Gli anziani che intraprendono, anche in tarda età, nuove attività mentalmente stimolanti hanno un rischio minore di sviluppare decadimento cognitivo lieve (Mild Cognitive Impairment, MCI), lo stadio prodromico della malattia di Alzheimer. […]
A cura di Cristina Festari Secondo un interessante studio recentemente pubblicato da un team di ricercatori italiani coordinati dell’IRCCS San Raffaele di Milano, parlare più di una lingua può aiutare il cervello a resistere agli effetti della malattia di Alzheimer (AD). […]
A cura di Anna Mega Le persone affette da demenza manifestano di frequente alterazioni del sonno che comportano un ulteriore carico per i familiari che se ne prendono cura. […]
A cura di Daniele Orlandi Ancora oggi il termine “demenza” evoca alla mente l’immagine di una persona sofferente e che fatica a riconoscere i familiari. Tuttavia, il morbo di Alzheimer fa riferimento ad un processo neurodegenerativo lento e graduale. […]