A cura di Martina Montalti

EEG Theta Power Is an Early Marker of Cognitive Decline in Dementia due to Alzheimer’s Disease.
Musaeus CS, Engedal K, Hgh P, Jelic V, Mrup M, Naik M, Oeksengaard AR, Snaedal J, Wahlund LO, Waldemar G, Bo Andersen B.
J Alzheimers Dis. 2018 Jul 6. doi: 10.3233/JAD-180300.

L’elettroencefalografia (EEG) è una tecnica non invasiva per la misurazione del segnale elettrico cerebrale, che viene successivamente rappresentato graficamente su uno schermo sotto forma di onde: l’encefalogramma. Tali onde cerebrali possono essere distinte sulla base della loro frequenza in onde alpha, beta, theta e delta. L’elettroencefalogramma quantitativo (qEEG) permette di identificare le aree cerebrali ipo- o iper-attivate.
Un recente studio ha valutato l’accuratezza del qEEG di discriminare i soggetti nelle prime fasi di malattia di Alzheimer (AD) da quelli con decadimento cognitivo lieve (MCI) e dalle persone sane (HC). Inoltre, gli autori hanno voluto indagare se l’analisi qEEG nelle regioni temporali e parietali, note per essere associate ad AD e MCI, erano correlate ai punteggi ottenuti nei test neuropsicologici.
138 soggetti HC, 117 soggetti MCI e 117 pazienti AD, provenienti da diversi siti situati nel Nord Europa, sono stati inclusi nello studio. Ogni partecipante è stato sottoposto a (i) una valutazione cognitiva e (ii) ad una scansione EEG, sia con gli occhi aperti che con gli occhi chiusi. Di entrambe queste ultime condizioni gli autori hanno calcolato il potere assoluto e relativo, ossia il rapporto tra una sola frequenza cerebrale ed il totale delle onde cerebrali, e di ogni tipologia di frequenza cerebrale.
I risultati evidenziano un aumento significativo delle onde theta negli AD rispetto sia agli MCI che agli HC, sia a livello globale che in particolar modo nelle regioni parietali e temporali sinistre. Inoltre, gli autori hanno individuato una correlazione significativa tra il potere delle frequenze theta nel lobo temporale e parietale e le prestazioni ai test neuropsicologici. Tali test erano associati anche alle onde alpha e beta1.
Infine, gli autori hanno individuato che il qEEG discrimina tra AD e HC con un’accuratezza del 72% sia nella condizione ad occhi chiusi che in quella ad occhi aperti.
Concludendo, l’aumento del potere delle onde theta risulta essere il cambiamento più pronunciato nei pazienti AD e, pertanto, l’analisi qEEG potrebbe rivelarsi uno strumento utile in fase precoce del declino cognitivo per meglio identificare i soggetti a rischio.

Potete trovare ulteriori informazioni al seguente link:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29991135