LA MALATTIA DI ALZHEIMER
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I limiti del trattamento con inibitori dell'acetilcolinesterasi hanno portato la ricerca a orientarsi verso approcci terapeutici alternativi. Recentemente, particolare attenzione è stata volta a un peptide denominato beta-amiloide, che è stato dimostrato essere presente rispettivamente nel tessuto e nelle strutture vascolari cerebrali dei pazienti con demenza di Alzheimer. In particolare la variante beta-amiloide1-42 del peptide è la componente predominante nelle placche amiloidi il cui riscontro neuropatologico, insieme a quello dei grovigli neurofibrillari, rende possibile una diagnosi definitiva di Alzheimer.
Esperimenti preclinici in topi transgenici suggeriscono che l’immunizzazione passiva con anticorpi verso la proteina beta amiloide sarebbero efficaci nel ridurre o nell’arrestare la progressione della malattia di Alzheimer (AD) nell’uomo. STA PER INIZIARE, DOPO ESSERE STATO APPROVATO, UN TRIAL CLINICO CON IL Bapineuzumab, un anticorpo monoclonale umanizzato proposto per il trattamento di pazienti con malattia di Alzheimer da lieve a moderata.
D’altro canto, alla demenza di Alzheimer sono state collegate sia mutazioni nel gene precursore della proteina amiloide (APP), che codifica le sostituzioni vicino ai siti di divisione per la formazione del peptide beta-amiloide, sia meccanismi di morte neuronale eccezionale.Tali premesse supportano la sperimentazione di un nuovo farmaco che agirebbe con un meccanismo totalmente nuovo, inibendo la morte neuronale e migliorando la salute cellulare e mitocondriale. E’ INIZIATO A FEBBRAIO, DOPO ESSERE STATO APPROVATO, UN TRIAL CLINICO MULTICENTRICO CHE COINVOLGE UN CENTINAIO DI CENTRI IN USA, EUROPA, AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA CON IL FARMACO DIMEBON, QUALE inibitore della morte neuronale.
"Esistono cure efficaci per l'Alzheimer?"
2. I farmaci sperimentali all'IRCCS Fatebenefratelli