LA MALATTIA DI ALZHEIMER
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Il 99% dei casi di malattia di Alzheimer è "sporadico", ossia si manifesta in persone che non hanno una chiara familiarità. Solo l'1% dei casi di malattia di Alzheimer è causata da un gene alterato che ne determina la trasmissione da una generazione all'altra. Ad oggi sono note alterazioni di tre diversi geni che possono portate alla malattia di Alzheimer. La causa sia dei casi sporadici che di quelli familiari pare risiedere in un'alterazione del metabolismo di una proteina, detta APP (proteina pecursore di beta amiloide) che per ragioni ancora ignote a un certo momento della vita inizia ad essere metabolizzata in modo alterato, portando alla formazione di una sostanza neurotossica (appunto la beta amiloide) che si accumula lentamente nel cervello portando a morte neuronale progressiva.
Vedi anche IN PRIMO PIANO.
Esistono inoltre alcuni fattori di rischio, fattori cioè che determinano
una generica predisposizione allo sviluppo della malattia, leggermente
superiore a quella manifestata da soggetti che non presentano tali fattori.
Generalmente, le forme ereditarie hanno un'alta penetranza, cioè
molte persone di una famiglia (3 o più) sono colpite dalla malattia.
Inoltre, la maggior parte delle forme ereditarie esordiscono in età
relativamente giovanile (prima dei 65-70 anni) e l'età di esordio
dei primi disturbi è relativamente stabile all'interno della stessa
famiglia. Maggiore è il numero di persone affette nella stessa
famiglia e maggiore è la probabilità che la malattia abbia
una causa ereditaria, così come più l'età all'esordio
è giovanile e maggiore è la probabilità.
Esistono inoltre fattori ambientali che possono giocare un ruolo importante,
come ad esempio, traumi o esposizione a sostanze tossiche (alluminio,
idrocarburi aromatici). Il fattore di rischio più rilevante è
l'età: come ampiamente dimostrato da numerosi studi, l'incidenza
e la prevalenza di questa malattia aumenta marcatamente con l'età.
Un alto grado di istruzione e un'occupazione che richieda un elevato livello
di attività cognitiva sembra avere un effetto protettivo sull'insorgenza
della demenza, in quanto aumenta l'efficienza dei circuiti neuronali e
la cosiddetta brain reserve, ossia la capacità del cervello di
attivare al bisogno circuiti neuronali alternativi. Va però sottolineato
che anche persone che non abbiano un livello culturale o occupazionale
elevato hanno le medesime possibilità di proteggere la propria
efficienza intellettiva mantenendosi mentalmente attivi attraverso attività
che tengano il cervello in esercizio e stimolino le capacità cognitive
superiori.
Per l'insorgenza di demenze diverse da quella di Alzheimer, come la demenza
vascolare, è determinante la presenza di fattori di rischio vascolare,
quali il fumo, l'ipercolesterolemia, l'ipertensione, l'obesità
e la presenza di patologie concomitanti importanti come il diabete mellito
e le cardiopatie.